I milanesi come reagirebbero se dicessero loro che c’è un progetto avanzato di ricerche petrolifere proprio davanti al Duomo? Rifarebbero certo le cinque giornate.
E i veneziani, se venissero a sapere che vorrebbero cominciare a carotare a San Marco?
E i fiorentini, sopporterebbero le trivelle a Santa Croce?
I rispettivi abitanti che ne direbbero di scavi per la ricerca del petrolio a Roma tra i Fori imperiali e il Colosseo, a piazza De Ferrari a Genova, sulle colline di Torino, a piazza delle Erbe, a piazza Grande, lungo le rive del Garda?
Non si sentirebbero offesi e scempiati nel più profondo del loro essere?
Ebbene, in Sicilia, e precisamente in una zona che è stata dichiarata dall’Unesco “patrimonio mondiale dell’umanità”, il Val di Noto, dove il destino e la Storia hanno voluto radunare gli inestimabili, irrepetibili, immensi capolavori del tardo barocco, una società petrolifera americana, la “Panther Eureka”, è stata qualche anno fa autorizzata, dall’ex assessore all’industria della Regione Sicilia, a compiervi trivellazioni e prospezioni per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo. In caso positivo (positivo per la “Panther Eureka”, naturalmente) è già prevista la concessione per lo sfruttamento dell’eventuale giacimento.
In parole povere, questo significa distruggere, in un sol colpo e totalmente, paesaggio e storia, cultura e identità, bellezza e armonia, il meglio di noi insomma, a favore di una sordida manovra d’arricchimento di pochi spacciata come azione necessaria e indispensabile per tutti. E inoltre si darebbe un colpo mortale al rifiorente turismo, rendendo del tutto vane opere (come ad esempio l’aeroporto Pio La Torre di Comiso) e iniziative sorte in appoggio all’industria turistica, che in Sicilia è ancora tutta da sviluppare.
Poi l’inizio dei lavori è stato fermato, nel 2003, dal Governatore Cuffaro su proposta dell’allora assessore ai Beni Culturali Fabio Granata, di Alleanza nazionale, in prima fila in questa battaglia.
Ma è cominciato quel balletto tutto italiano fatto di ricorsi all’ineffabile Tar, rigetti, annullamenti, rinnovi, sospensioni temporanee, voti segreti, vizi di forma e via di questo passo ( ma anche di sotterranee manovre politiche che hanno sgombrato il campo dagli oppositori più impegnati).
E si sa purtroppo come in genere questi balletti vanno quasi sempre tristemente a concludersi da noi: con la vittoria dell’economicamente più forte a danno degli onesti, dei rispettosi dell’ambiente, di coloro che accettano le leggi. E i texani, dal punto di vista del denaro da spendere per ottenere i loro scopi, non scherzano.
Vogliamo, una volta tanto, ribaltare questo prevedibile risultato e far vincere lo sdegno, il rifiuto, la protesta, l’orrore (sì, l’orrore) di tutti, al di là delle personali idee politiche?
Per la nostra stessa dignità di italiani, adoperiamoci a che sia revocata in modo irreversibile quella contestata concessione e facciamo anche che sia per sempre resa impossibile ogni ulteriore iniziativa che possa in futuro violentare e distruggere, in ogni parte d’Italia, i nostri piccoli e splendidi paradisi. Nostri e non alienabili.
Come probabilmente saprete il 9 Giugno scorso Gustavo Selva, senatore di AN (Alleanza Nazionale) per raggiungere una trasmissione televisiva ha chiamato un’ambulanza, fingendo un malore, per superare il blocco del traffico imposto per l’arrivo di Bush a Roma. Trovate l’agghiacciante resoconto su Wikipedia.
Diverse persone in rete stanno associando il suo sito alla parola farabutto.
Ieri ha rassegnato le sue dimissioni, che però nel caso dei parlamentari di norma vengono respinte. Vi prego di inoltrare questo appello a più persone possibili, per convincere i parlamentari ad esprimersi con il loro voto a favore dell’accettazione delle sue dimissioni.
Desideriamo un ottantenne (appartenente alla P2) in meno in Parlamento.
Firmate l’appello commentando questo articolo su alessandroronchi.net.
Inizia un percorso per cambiare le regole della politica e costruire una grande lista civica nazionale.Il «Manifesto per la riforma della politica» è stato presentato alla stampa il 31 maggio, a Roma dalla rete delle Liste Civiche guidata da Roberto Alagna, dal mondo dei Girotondi, rappresentato da Francesco «Pancho» Pardi, dalle associazioni della legalità che fanno capo a Elio Veltri, insieme al giornalista Oliviero Beha. Le ragioni che hanno spinto a presentare il Manifesto sono da identificare nel «degrado della politica e nell´astensionismo preoccupante» registrato in occasione delle ultime elezioni, ha sostenuto Elio Veltri introducendo la conferenza... riccardo orioles <riccardoorioles@sanlibero.it>
La Catena di San Libero
23 maggio 2007 n. 353
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Adesso ci riproviamo, sperando che sia la volta buona, scusandoci con i lettori che hanno ricevuto questo numero tre volte e con quelli che invece lo ricevono solo ora. [shining]
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Pasolini, molti anni fa, diceva alcune cose antipatiche sul fascismo. Distingueva il fascismo-fascista, quello storico, che pero' non riusciva a distruggere (in quanto elitario, in fondo) la cultura profonda delle classi popolari; e il fascismo-postfascista, quello contemporaneo a lui, che invece riusciva a penetrarvi grazie alla massificazione, al conformismo, al consumo e insomma a un'egemonia totalizzante dei valori che prima erano considerati (in
Bookmark: http://www.enniobonfanti.netsons.org/images/Elezioni/urna4.jpg
(urne elettorali per la strada, in un paesino della Sicilia)
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http://www.enricocisnetto.it/articolo.aspx?ID=7022&sez=Spazio%20Aperto&evi=caripe_
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[carlo
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< In un Suo articolo del giugno 2000 si riporta un episodio di aggressione a sfondo sessuale compiuta da alcuni ragazzi italiani, tra i quali era stato implicato in un primo momento anche il mio cliente signor Valerio Collettini, ai danni di due turiste straniere che si trovavano alla fermata dell'autobus di Largo di Torre Argentina e Roma. Da tale episodio era scaturito il Procedimento Penale n. 40625/00 R.G. N.R., conclusosi con Sentenza emessa dal Tribunale di Roma in data 7 luglio 2000. La Sentenza ha assolto il signor Valerio Collettini con la formula piu' ampia "per non aver commesso il fatto". La invito quindi provvedere alla rettifica di quanto apparso sull'articolo. Rimango a Sua disposizione per qualsiasi chiarimento >
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Gentile avvocato, siamo lieti dell'innocenza del Suo cliente, che volentieri comunichiamo ai lettori. Fa sempre piu' piacere dare le buone che le cattive notizie. Questa in particolare, ripresa dalle agenzie-stampa e dai quotidiani dell'epoca, ci aveva indotto in errore e senz'altro ne diamo atto al signor Collettini. (r.o.)
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< Caro R., i risultati elettorali in Sicilia con accluso sorriso ultraumano di Cammarata mi hanno ispirato un'idea: costruire un sito web contenente foto di schede elettorali votate in tutti i modi possibili: l'elettore siciliano potra' scaricare il file .jpg da mandare al capobastone di riferimento, e nel segreto dell'urna votare secondo cio' che detta il suo cuore >
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< La nostra cooperativa sociale "Lavoro e Non Solo" ha recentemente subito un grave atto intimidatorio nei vigneti confiscati alla mafia di contrada Pietralunga, nel territorio tra Corleone e Monreale. Oltre 700 delle 1000 viti del terreno sono state gravemente danneggiate da ignoti che ne hanno scientificamente asportato le gemme. Il danno subito e' ingente, la produzione di vino del 2008 e' compromessa. Il lavoro della cooperativa non si ferma davanti a questo, e la mattina di sabato 12 maggio, quando il prefetto e il questore di Palermo, insieme al presidente della Commissione nazionale antimafia si sono recati sui terreni per portare la solidarieta' delle Istituzioni, hanno trovato i soci della cooperativa intenti a coltivare i terreni: questo gesto e' per noi la risposta piu' significativa alle intimidazioni ricevute. "Lavoro e Non Solo", cooperativa nata all'interno dell'esperienza dell'Arci e tra le piu' significative concretizzazioni di anni di Carovane Antimafia, e' una delle cooperative che insieme a Libera porta avanti il progetto Libera Terra >
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< L'ex ministro Salvo Ando' aderira' al nascente partito democratico in occasione dell'assemblea costituente del prossimo ottobre. Ando' che capeggia la corrente di dissenso all'interno dei socialisti democratici, ha gia' avviato contatti con la presidente dei Ds a palazzo Madama, Anna Finocchiaro, che sta trattando per un posto nella direzione nazionale" ("Centonove", 11 mag. 2007). La notizia potra' scandalizzare i pochi che ancora ricordano i benfatti del nuovo acquisto (gia' proconsole di Craxi in Sicilia, uscito per prescrizione da processi per mafia e tangenti, frequentatore delle cene di Previti, denigratore dei giudici di Palermo, ecc. ecc.), ma non stupisce. Cosa aspettarsi dopo che un segretario Ds ha riabilitato Craxi, lo ha persino messo nel Pantheon accanto a Berlinguer, salvo poi, per salvare la faccia, ...abolire il Pantheon? >
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< "La mafia - ora lo dice anche Napolitano - e' una specie di nuovo fascismo che opprime quattro regioni del paese". Come i fascismi ha anche una certa consistenza di base, un controllo militare del territorio, una zona grigia che fa finta di non vedere e una minoranza che si oppone rischiando il lavoro, l'incolumita' e spesso la vita. La base di massa e' data dalla manovalanza giovanile che rispetto alla precarieta' o inesistenza del lavoro preferisce "vivere pericolosamente" e tentare di arricchirsi rapidamente (lo racconta bene il libro di Saviano). La zona grigia e' data dal ceto medio e dall'intellettualita' che in vario modo con la mafia non solo convive ma ci fa affari. E l'egemonia e' esercitata da gran parte della classe dirigente, sostanzialmente permeata dalle cosche (e' il concetto di "borghesia mafiosa" proposto da Mario Mineo e ripreso da Umberto Santino). Bisogna capire come si puo' lottare il fascismo, dall'interno e dall'esterno, cosi' come ci preoccupiamo (quando lo facciamo) di aiutare l'opposizione birmana, gli studenti democratici iraniani, o, anni fa, l'opposizione al franchismo. Per esempio con denunce e volantini anonimi, scritte clandestine sui muri, raccolta di fondi degli antifascisti all'estero, e la richiesta a tutti i democratici di rompere i rapporti con le dirigenze politiche che amministrano quelle regioni (che non possono semanticamente essere definite "amministrazioni democratiche"). Anche perche' il contagio si va estendendo e gia' gran parte del litorale laziale e' nelle mani della camorra >
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< Ero segretario generale della Cgil siciliana quando Pio La Torre fu mandato dalla Direzione del Pci a guidare il partito in Sicilia. Pio La Torre fu ucciso perche' la mobilitazione dei siciliani contro i missili a Comiso era diventata una poderosa leva per un radicale cambiamento dei rapporti politici e sociali nell'Isola. A Comiso convenivano centinaia di migliaia di persone, in particolare di giovani, certo per protestare contro l'installazione della base missilistica ma consapevoli di rappresentare tutti insieme una nuova forza per operare una radicale rivoluzione civile in Sicilia. Pio mi diceva: "Sto scuotendo l'albero della Sicilia. Cadranno frutti abbondanti per un futuro migliore!". Lo scardinamento dell'equilibrio siciliano avveniva attraverso la leva della mobilitazione per la Pace e l'attacco frontale alla mafia. Pio chiamava i mafiosi per nome e cognome! Questi ultimi venticinque anni spiegano bene la necessita' della sua morte per il potere. Il movimento con epicentro Comiso e la Mafia si e' spento e le speranze di decine di migliaia di giovani si sono oscurate. Oggi abbiamo la Regione di Cuffaro che vuole privatizzare l'acqua e che ha prodotto una riforma dello Statuto che la trasforma in una satrapia
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Beati i deboli, perche' saranno consolati da Previti.
Beati i deboli, perche' erediteranno i debiti dei genitori.
Beati i deboli che hanno fame e sete della ingiustizia, perche' saranno saziati.
Beati i deboli, perche' troveranno il pusher sotto casa.
Beati i deboli, perche' vedranno la televisione di Stato.
Beati i deboli, perche' saranno chiamati populisti.
Beati i deboli a causa della giustizia, perche' di essi e' il regno di Regina Coeli.
Beati voi deboli quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, vi diranno demagoghi per causa mia >
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"A che serve vivere, se non c'e' il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava)
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