Mirko

confronto, informazione, politica, socialità, cultura

Chi sono

Utente: mirko1004
Nome: Mirko Pace
Studio Filosofia e Scienze Etiche all'Università di Palermo. Dal corso di laurea è evidente il mio φιλοσοφια. Mi interessa tantissimo scoprire-capire-sapere come-perché-cosa pensano le persone e come-perché funzionano le "cose" nel mondo. Mi indignano tantissimo le disparità e i soprusi, questa propensione mi ha fatto avvicinare tantissimo alla politica, che strettamente collegata con le tematiche-problematiche della cittadinanza è uno dei miei pensieri fissi.
25 ottobre 2008, Giornata dello Sbattezzo Firma l'Appello Sbattezzamoci con l'UAAR NO CENSURA!

Commenti recenti

Categorie

11settembre
aborto
accanimento terapeutico
adams gerry
addiopizzo
adinolfi mario
afghanistan
agnosticismo
agostino dippona
ahmadinejad mahmadou
aids
ajello michele
alagna roberto
alchimia
alchimista
alex zanotelli
alfano beppe
alfano sonia
alleanza nazionale
ambiente
amendola giorgio
amicizia
ammazzatecitutti
amnesty international
amore
andò salvo
anguillesi roberta
anima
annozero
annunciazione
ansa
antimafia
appartenenza
appello
aprileonline
arci
argentina
aristotele
armi
arte
arte contemporanea
asilo
assolutismo
assoluto
astrologo
astronomia
ateismo
ateismo e verità
attesa
attualità
australia
autocertificazione
autocrazia
autonomi
a ciascuno il suo
ὕβρις
babha jacqueline
balla giacomo
bambini
banche
beha oliviero
benedetto xvi
benigni roberto
benvenuto
berlusconi silvio
bibbia
bindi rosy
binetti paola
blog
blogday2007
bocca giorgio
borsellino paolo
borsellino rita
bossi umberto
bowie david
brasile
brigate rosse
burocrazia
buscetta tommaso
bush george w
calcio
camilleri andrea
cammarata diego
camorra
campanella francesco
caramuta ersilia
carlini franco
caruso francesco
casablanca
casta
catania
catanzaro
catena
censura
centro-destra
centro-sinistra
chiesa
cia
cilicio
cina
cini marcello
citazioni
cittadinanza
cittadino
clandestini
clinton hillary
colombo furio
colonialismo
compensazione
condom
confindustria
conflitto dinteressi
consenso
consiglio dei ministri
consumatori
controllo
controllo sociale
copernico
copyleft
corleone
corriere della sera
cosa nostra
costituzione
creatività
crisi
crocifisso
csm
cuffaro salvatore
culi
cultura
cutolo raffaele
dalla chiesa carlo alberto
dalla chiesa nando
davanzo giuseppe
dc
ddl mastella
decameron
deficit
democratic party
democrazia
de magistris luigi
diario
dibattito
differenza di genere
dio
dio esiste
diritti
diritti umani
discriminazione
divenire
divertimento
divertissement
di pietro antonio
dogma
domenici leonardo
donazione
duggan christopher
duisburg
eccitazione
ecologia
economia
eco umberto
educazione
edwards john
elezioni
el sueño de la razón produce m
emotività
emozioni
empire
england
ermeneutica
esempio
esistenza
esistenzialismo
esperienza
etica
etica pubblica
euro
eutanasia
falcone
falcone giovanni
fascismo
fava giuseppe
fede
fenomenologia di mike bongiorno
ferrara giuliano
fiducia
filosofia
firenze
flores darcais paolo
fmi
folwell
forza italia
foto
fo dario
friedman thomas
futurimo
galilei galileo
garforth town
gay
generazione q
genovese francantonio
gentilini giancarlo
giornale di sicilia
giornalismo
giovani
golpe bianco
governo
goya francisco
granata fabio
grassi libero
greci
grillo beppe
guerra
gulag
guzzanti sabina
hacker
hegel gwf
hess henner
hiv
hume david
idee
identificazione
identità
ideologia
il giornale
il giorno della civetta
imparare democrazia
impegno
indignazione
individuo
informazione
inghilterra
intercettazioni
internet
intimidazione
io
iphone
istruzione
i fiori blu
Άριστοτέλης
Πλάτων
επιστήμη
jonas hans
kant immanuel
kasabian
korogocho
kucinich dennis
la7
laicità
lamb david
lavavetri
lavoro
la nausea
la repubblica
la russa ignazio
la sapienza
la torre pio
legalità
legge 194
legge 40
legge di iniziativa popolare
leggi-vergogna
leggi ad-personam
leggo
lepidezze postribolari
lerner gad
lettera
lettera sulla tolleranza
le figarò
libera
liberacittadinanza
libertà
libertà di opinione
libri
liste civiche
locke john
london
londra
lunità
luttazzi daniele
mafia
magistrati
magistratura
manifesto del futurismo
marinetti filippo tommaso
maroni roberto
marramao giacomo
marx karl
maschera
mass media
mastella clemente
matrimonio
metafisica
metodo
micromega
migranti
monarchia
mondello
morale
morire
mori cesare
morte
musica
mussi fabio
napolitano giorgio
nato
ndrangheta
news
nichilismo
noto
no dal molin
obama barack
oconnor john
omosessualità
opus dei
orgoglio
orioles riccardo
orlando leoluca
oro
ospedali
ospitalità
otto per mille
p2
pace
paideia
palazzo
palermo
pannella marco
pantaleone michele
pardi pancho
parlamento
parlamento pulito
partecipazione
partito democratico
pasolini pierpaolo
passato
paternalismo
pci
pena di morte
pensieri
pentiti
per la pace perpetua
pessimismo
petizione
petrolio
petyx stefania
pietra filosofale
pirani
pitrè giuseppe
pizzo
platone
pnf
politica
pompa pio
porta a porta
potere
preservativo
primarie
prodi romano
prolegomeni
protagora
protesta
pubblica amministrazione
queen thomas
queneau raymond
racket
radioaut
ragione
rai
rame franca
ratzinger joseph
ravera lidia
realtà in sé
regno unito
relativismo
relazioni
relazioni interpersonali
religione
repubblica
republican party
responsabilità
ricerca
ricordi
riflessioni
rifondazione comunista
riforma
riso
romani
romano prodi
ru486
russia
sangue
sanità
sanlibero
sansa ferruccio
santoro michele
satira
satre jean-paul
satta antonio
saviano roberto
scalfari eugenio
scarpino salvatore
scelta
scetticismo
sciascia leonardo
scienza
scritti edificanti
scuola
selva gustavo
senato
sentimenti
servizi segreti
sicilia
sidney
sigonella
sinistra
sinn féin
siragusa alessandra
sismi
sky
sofferenza
sopra il detto comune
sottoscrizione
spesa pubblica
spinoza baruch
stalinismo
stato
stelle
striscia la notizia
studenti
tabacco
tabucchi antonio
tagliavia grazia
talebani
tamaro susanna
tanguy cédric
tecnica
telejato
teodem
teologia
terzo mondo
the supermen
times
tito
tolleranza
tommaso daquino
tortora enzo
tosti luigi
trattato teologico-politico
travaglio marco
tribunali
turchia
tv
uaar
udeur
uguaglianza
uk
una rosa per matteo lo vecchio
unesco
unità
united kingdom
università
usa
utile
utilitarismo
v-day
vaffanculo
valore
valori
val di noto
vangelo
vaticano
vauro
vecchio andrea
vegetti mario
velocità dautomobile
veltri elio
veltroni walter
venezuela
verdi
verità
verità assoluta
veto
viaggi
viaggio
vicenza
video
villabate
vita
voltaire
welby piergiorgio
welcome
welfare
wikipedia
williams duncan
youtube
zagrebelsky gustavo
zingari

Partecipano

Foto recenti

Blog video: Kasabian - Empire
Vedi altri media

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

Heracleum blog & web tools
sabato, 29 settembre 2007

Appello in difesa del P.M. di Catanzaro Luigi De Magistris

Ho ricevuto questo appello per una petizione in favore del pm De Magistris, non aggiungo nulla e pubblico:

Credevamo che l´uso reiterato e pilotato delle ispezioni ministeriali, i trasferimenti d´ufficio, i provvedimenti disciplinari, volti a mettere a tacere i magistrati scomodi fossero tutte prerogative del governo Berlusconi e del suo guardasigilli Castelli.

Non è così, e dopo l´attacco al Gip Clementina Forleo, la storia si ripete. Questa volta è il ministro Mastella del governo Prodi che cerca di zittire e allontanare un giudice scomodo. Con un dossier di 300 pagine confezionato dai suoi ispettori Mastella chiede al CSM il trasferimento in via cautelare e con procedura d´urgenza del p.m. De Magistris che sta conducendo una inchiesta delicata su un comitato d´affari composto da magistrati, politici, imprenditori e che tocca nomi eccellenti del centrodestra e del centrosinistra.

Ha scritto il giornalista Giuseppe D´Avanzo: «Luigi De Magistris è al lavoro per sollevare i coperchi di quelle pentole borbottanti dove si incrociano, protetti da una magistratura connivente, spaventata o conformista, gli interessi di istituzioni, amministrazioni, politica, imprenditoria, finanza. Un sistema che ha la pretesa di controllare tutti i finanziamenti pubblici che dall´Unione Europea piovono in una Calabria, che ha il vantaggio di essere «obiettivo 1» e attende negli anni 2007/2013 un flusso di danaro pari a 8 miliardi e mezzo di euro».

La Calabria ferita e oppressa dalla ´ndrangheta, la Calabria dei ragazzi di Locri, la Calabria degli onesti si ribella a questa decisione inconsulta!

Il Presidente Napolitano che è anche presidente del CSM e così prodigo di esternazioni non taccia questa volta, faccia sentire la sua voce a difesa di una magistratura autonoma e imparziale.

Luigi De Magistris ha dichiarato: «Mi sembra tutto impossibile, ma io sono sereno» .
Noi crediamo che invece tutto sia possibile e non siamo affatto sereni. Siamo indignati!

Per questo esprimiamo la nostra solidarietà al p.m. Luigi De Magistris.
Per questo chiediamo al CSM di respingere l´istanza del guardasigilli Mastella.
Per questo chiediamo a tutti gli italiani di firmare questo appello


FIRMIAMO IN DIFESA DI UNA MAGISTRATURA AUTONOMA E IMPARZIALE

fonte: liberacittadinanza, repubblica dei cittadini
lunedì, 24 settembre 2007

aNobii

Ho scoperto, tramite il blog formamentis, il sito aNobii su cui è possibile ricostruire la propria biblioteca. Proprio quello che ho tentato di fare nel mio precedente blog: sto perdendo una mattina al computer, cercando di metterceli tutti (sono un bel po').
Questa è la mia biblioteca personale.
postato da: mirko1004 alle ore 11:52 | link | commenti (1)
categorie: pensieri, libri, divertissement, blog
sabato, 15 settembre 2007

Sul V-Day (Pancho Pardi)

12/09/07

La politica "spiazzata"

di Pancho Pardi*

Piazza Maggiore riempita a Bologna, mobilitazione di giovani dappertutto, trecentomila firme per tre proposte di iniziativa popolare raccolte in un giorno: ecco il bilancio dell'iniziativa lanciata da Beppe Grillo. E il giorno dopo subito i tentativi di esorcismo: antipolitica, populismo, qualunquismo. Rosy Bindi corregge: non è antipolitica ma richiesta di una buona politica, sta a noi soddisfarla. Bertinotti aggiunge: se in politica si apre un vuoto qualcuno lo riempie e non serve a niente criticare chi lo fa. Fioccano i rimproveri a Grillo per il linguaggio di piazza e le sue espressioni colorite, mentre la battuta di Bossi sulla Lega che potrebbe riprendere in mano i fucili è già dimenticata: al senatore le intemperanze verbali sono perdonate prima ancora che le pronunci.

Ma attardarsi a polemizzare sul linguaggio è una perdita di tempo. I movimenti reali vanno rispettati e soprattutto chi non propone alternative valide dovrebbe avere, se non altro, l'accortezza di stare zitto.

Almeno due delle tre proposte si legge -limite di due legislature per gli eletti ed esclusione dei condannati dal Parlamento- fanno parte di un patrimonio da tempo consolidato in una larga opinione pubblica. Rappresentano con la massima semplicità la richiesta di una nuova dimensione della politica. Molti cittadini non sopportano più che la politica sia per una ristretta minoranza il più redditizio e il meno rischioso dei mestieri. I privilegi degli eletti, messi a nudo dai libri di Salvi-Villone e di Rizzo-Stella, sono vissuti come un'irrisione alle condizioni di vita della maggioranza: come si può predicare l'efficacia economica della precarietà e la necessità di ridimensionare le pensioni quando si fa il mestiere meno precario del mondo e si guadagna una lauta pensione con poco più di due anni di permanenza in Parlamento?

Ma anche la terza proposta, per quanto formalmente discutibile (elezione diretta da parte dei cittadini), poggia su un evento che è stato considerato come una vera e propria lesione per l'esercizio della volontà popolare: un Parlamento nominato in anticipo per più del 90 % dalle gerarchie di partito prima ancora delle elezioni.
I sostenitori della vecchia politica dovrebbero rassegnarsi. Le singole fasi dei movimenti di partecipazione potranno avere i loro alti e bassi. Ma l'esperienza degli ultimi sei anni dimostra che ogni tanto qualche scossone rinnova l'aspirazione dei cittadini a contare di più e sospinge nuovi attori sulla scena pubblica. E se l'Unione non è stata capace di vincere in modo persuasivo nemmeno sospinta da un ciclo di protagonismo civile senza precedenti, chi porta la maggiore responsabilità della vittoria insufficiente? Dovrà ricadere sui volontari che hanno spinto a spese loro o sui professionisti che hanno sprecato la più prolungata mobilitazione collettiva? E perché oggi molti di loro si sbracciano a voler cambiare la Costituzione che è stata salvata da un voto popolare assai più largo di quello del successo risicato nelle politiche?

In realtà, scossone dopo scossone, si manifesta sempre più evidente una larga porzione di elettorato di centrosinistra che ha buoni motivi per non riconoscersi né nel Partito Democratico né nella Sinistra da unire. Il primo si presenta con finte primarie per eleggere una costituente che non è affatto una costituente ma la prefigurazione coatta, con liste bloccate, della futura classe dirigente. La seconda simula da tempo prove di unificazione destinate a ripetersi invano fino a che una ipotetica legge elettorale non costringa le sue componenti; ma da questi processi lo stesso popolo di sinistra è tenuto ai margini e i patti sembrano stringere solo le rispettive nomenclature.

I movimenti che appaiono e scompaiono, per riapparire là dove nessuno li aspetta, sono la manifestazione occasionale di un fenomeno sociale-politico degno del massimo interesse: una massa crescente di elettorato senza rappresentanza politica non si fida dei partiti storici e delle loro cosmesi. Il suo atteggiamento di superficie potrà apparire di volta in volta incerto, riflessivo, fiducioso, guascone. Ma il flusso è largo e profondo e da lì potrà e dovrà nascere una nuova, inedita forma di rappresentanza politica. Un altro piccolo passo in questa direzione si terrà il 6 ottobre in piazza Farnese a Roma.

*Questo articolo è apparso su www.aprileonline.info

Fonte: micromega

L'articolo di Pancho Pardi lo sottoscrivo in pieno. La sua analisi sulla mancanza di alternative offerte da Partito Democratico ed eventuale Sinistra Unita sa evidenziare, con due parole, i problemi e le contraddizioni di questo centro-sinistra. Vorrei sottolineare la chiusura: Pardi fa riferimento alla manifestazione del 6 ottobre a Roma, organizzata dalla società civile. È l'avvenimento politico che i più aspetto, il progetto è ambizioso: la formazione di una lista civica nazionale, che possa essere proposta alle prossime elezioni politiche, e di tante altre liste civiche coordinate tra loro, che possano essere proposte alle elezioni amministrative. In questo panorama politico desolante, la partecipazione diretta della cittadinanza, attraverso delle liste civiche aperte a tutti, è l'unica alternativa reale, attuale, e non poggiata sulla speranza di un partito che sta nascendo sotto i peggiori auspici, composto da gente certo non nuova, e per quale motivo questa gente dovrebbe eliminare i privilegi che ha contribuito ad accomulare precedentemente?
Per maggiori informazioni: Repubblica dei cittadini, Lista Civica dei cittadini
logocittadini
venerdì, 14 settembre 2007

Sul V-Day (Luttazzi)

Penso di aver trascurato e sottovalutato un po' l'importanza del V-Day, sia prima (poco entusiasmo, sensazione di un gregge pilotato da un capo), sia durante (firma della proposta (5') e via), sia dopo (poca riflessione sulla portata politica dell'evento): chiedo venia.
Per rifarmi pubblicherò (commentandoli) una serie di articoli apparsi sul sito di MicroMega, e comincerò con un articolo del mio autore satirico preferito: Daniele Luttazzi.

12/09/07
IL COSA E IL COME
di Daniele Luttazzi

luttazzi2Su Beppe Grillo ho tutta una serie di riserve che riguardano il cosa e il come. Spunti per una riflessione, niente di più: Grillo è ormai un tesoro nazionale come  ( fatevi da soli il paragone: è la "democrazia dal basso" ) e a caval donato non si guarda in bocca. Certo non mi auguro che finisca come Benigni, a declamare Dante in braccio a Mastella. ( Il Benigni di vent'anni fa si sarebbe fatto prendere in braccio da Mastella solo per pisciargli addosso. E una volta l'ha fatto! Bei tempi. )

AVVERTENZA AI FIGLI DI BUONA DONNA
I figli di buona donna che allignano nei bassifondi della repubblica mediatica saranno tentati di strumentalizzare questo post ( " LUTTAZZI CONTRO GRILLO " ) per dare addosso in modo becero a Beppe, come hanno già fatto inventandosi l'insulto a Marco Biagi durante il V-day. L'alternativa è che me ne stia zitto per evitare l'ennesimo circo: ma dovete ammettere che il tema è troppo interessante, e tacere sarebbe, in fondo, come subire il ricatto dei figli di buona donna. Ho aspettato tre giorni, così almeno ho evitato il rendez-vous immediato. ( L'informazione all'italiana prevede infatti: giorno uno, la notizia; giorno due, la polemica; giorno tre, i commenti sulla polemica; giorno quattro: parlare d'altro. E invece eccomi qua. ) Se questa precauzione non dovesse bastare, vorrà dire che chi ne approfitterà finirà dritto dritto in uno speciale elenco dei bastardi che mi stanno sulle palle. 
( Sul quaderno apposito ho già scritto " volume uno ". )

IL COSA
In soldoni, la proposta di legge per cui Grillo ha raccolto 300mila firme mi sembra che faccia acqua da tutte le parti.

Primo, perchè un parlamentare con più di due legislature è una persona la cui esperienza può fare del bene al Paese. Pensiamo a gente del calibro di Berlinguer o di Pertini ( talenti che non ci sono più, ma questo è un problema che non risolvi con una legge, ci vorrebbe il voodoo ). Grillo li manderebbe a casa dopo due legislature, in automatico. Perchè "i politici sono nostri dipendenti." Le accuse di populismo che gli vengono rivolte sono qui fondatissime, specie quando lui le rigetta usando non argomenti che entrino nel merito, ma lo sfottò, che è sempre reazionario. ( "Gli intellettuali con il cuore a sinistra e il portafoglio a destra hanno evocato il qualunquismo, il populismo, la demagogia, uno con la barba ha anche citato, lui può farlo, Aristofane, per spiegare il V-day."   Non è "uno con la barba": è il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, filosofo, che ha espresso civilmente il suo parere contrario, argomentando. )

Due, perchè chi è condannato in primo e secondo grado non lo è ancora in modo definitivo. In Italia i gradi di giudizio sono tre. Il problema da risolvere è la lentezza della giustizia. I magistrati devono avere più mezzi, tutto qui. ( "Tutto qui" è ovviamente l'understatement del secolo. )

C, perchè poter esprimere la preferenza per il candidato ha dei pro e dei contro che si bilanciano ( come il modo attuale ). E' un metodo che in passato, ad esempio, non ha impedito ai partiti di far eleggere chi volevano ( collegi preferenziali eccetera ) . Nè ha impedito alla gente di scegliere, col voto di preferenza, degli autentici filibustieri.

L'illusione alimentata da Grillo è che una legge possa risolvere la pochezza umana. Questa è demagogia. 

Ma non è solo il cosa. E' soprattutto IL COME. Un esempio: dato che Di Pietro ha aderito alla sua iniziativa, Grillo ha detto:-Di Pietro è uno per bene.- Brrrr. Quindi chi non la pensa come Grillo non lo è? Populismo.

L'anno scorso, a Padova, gli "amici di Grillo" avevano riempito il palazzetto dove avrei fatto il mio monologo con volantini WANTED che mostravano la foto dei politici condannati. Li ho fatti togliere spiegandone la demagogia: gli amici di Grillo puri e buoni contro i nemici cattivi. Quando arriva Django?

Lenny Bruce sosteneva, a ragione, che chi fa satira non è migliore dei suoi bersagli. Se parli alla pancia, certo che riempi le piazze, ma non è "democrazia dal basso": al massimo è flash-mobbing.

AMBIGUITA'
Grillo si guarda bene dallo sciogliere la sua ambiguità di fondo: che non è quella di fare politica ( satira e teatro sono politici da sempre, anche se oggi c'è bisogno di scomodare Luciano Canfora per ricordarcelo ) ( -Canforaaaaa !-), ma quella di ergersi a leader di un movimento politico volendo continuare a fare satira. E' un passo che Dario Fo non ha mai fatto. La satira è contro il potere. Contro ogni potere, anche quello della satira. La logica del potere è il numero. Uno smette di fare satira quando si fa forte del numero di chi lo segue. ( La demagogia è naif. Lo sa bene Bossi, che ieri gli ha pure dato dell'esagerato: perchè una cosa sono i fucili, una cosa ben diversa è il vaffanculo. )

Scegli, Beppe! Magari nascesse ufficialmente il tuo partito! I tuoi spettacoli diventerebbero a tutti gli effetti dei comizi politici e nessuno dei tuoi fan dovrebbe più pagare il biglietto d'ingresso. Oooops!

- I partiti sono il cancro della democrazia.- dice Grillo, servendosi di una cavolata demagogica che era già classica all'epoca di Guglielmo Giannini. Come quell'altra, secondo cui " in Italia nulla è cambiato dall'8 settembre del 1943 ". Ma va' là!

Adesso Grillo esalta la democrazia di internet con la stessa foga con cui dieci anni fa sul palco spaccava un computer con una mazza per opporsi alla nuova schiavitù moderna inventata da Gates. La gente applaudiva estasiata allora, così come applaude estasiata ora. Si applaude l'enfasi.

Il marketing di Grillo ha successo perchè individua un bisogno profondo: quello dell'agire collettivo. Senza la dimensione collettiva, negata oggi dallo Stato e dal mercato, l'individuo resta indifeso, perde i suoi diritti, non può più essere rappresentato, viene manipolato. E' questo il grido disperato che nessuno ascolta. La soluzione ai problemi sociali, economici e culturali del nostro Paese può essere solo collettiva. A quel punto diventerebbe semplice, anche per Grillo, dire:- Non sono il vostro leader. Pensate col vostro cervello. Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo.-

Condivido in generale le critiche che Luttazzi muove al Grillo come personaggio politico soprattutto con la frase: "L'illusione alimentata da Grillo è che una legge possa risolvere la pochezza umana. Questa è demagogia." Si può obiettare: "ma va, è una cosa detta per incitare, nulla di più!" E invece no. Perché la gente è stata convinta (è questo è stato il grande successo del V-Day) che con questa proposta di legge, si potesse realmente "mandare a casa" la Casta politica attuale. Vi faccio un esempio: sabato scorso ho visto con mio cugino, ragazzo di 23 anni, di sinistra ma che non si interessa più di tanto alla vita politica. Mi ha invitato ad andare con lui a firmare per il V-Day, "per mandarli a casa!". Grillo è riuscito a convincere la gente che si può fare, e questa non è una cosa malvagia, anzi, il problema non è secondo me il cosa (infatti non condivido gli argomenti di Luttazzi contro la proposta di legge: I. una persona di esperienza, come Berlinguer e Pertini, non per forza deve fare il parlamentare, può fare il consigliere di parlamentari, il dirigente di partito o può avere altri ruoli di governo o istituzionali che non implicano certo l'essere parlamentare; 2. sui tre gradi della giustizia siamo d'accordo, infatti si parla di condanna definitiva, nella proposta di legge; C. esprimere la preferenza avrà i suoi contro, ma è sicuramente più democratico che non esprimerla, e permette alla cittadinanza di influire di più sulle scelte politiche, rispetto a un parlamento eletto per il 90% dalle segreterie di partito); ma piuttosto il come, ed è qui che sono completamente d'accordo con gli argomenti dell'autore romagnolo, sulla demagogia del Grillo e sulle cavolate (tipo "dal '43 non è cambiato niente"), cose che comunque avevo già esplicitato nel precedente post sull'argomento.
Vorrei finire con la conclusione di Luttazzi: la soluzione dei problemi sociali, economici e culturali del nostro Paese può essere solo collettiva. E col consiglio a Grillo:

Non sono il vostro leader,
pensate col vostro cervello.
Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo.
martedì, 11 settembre 2007

Ancora sull'otto per mille

Kant_2Per quanto riguarda poi le spese del mantenimento della Chiesa,
queste non possono essere messe a carico dello Stato,
ma bensì a carico di quella parte del popolo che professa questa o quella fede,
vale a dire soltanto a carico della comunità religiosa
I. Kant, 1797


La petizione, che avevo postato in precedenza, per l'abolizione dell'otto per mille ha raccolto solo 506 firme ad ora. Poche, pochissime. La riflessione di Kant (risalente a 210 anni fa) suona come rimprovero al nostro disinteresse di fronte ad una discriminazione, perché il privilegio di pochi è discriminazione di molti. Immanuel Kant nel 1797 sostenne che ogni chiesa si debba finanziare da sola, nel totale disinteresse da parte dello Stato. D'altronde, così facendo, se una chiesa avrà più adepti, avrà più fondi, se ne avrà di meno avrà meno fondi, se ne avrà pochi ma miliardari (vedi Scientology) avrà molti fondi.
La religione fa parte del privato, e privatamente deve essere gestita, quindi NO ai fondi pubblici alla chiesa cattolica, NO all'otto per mille.


Per ulteriori informazioni vi rimando all'articolo di Cinzia Sciuto Chiesa pigliatutto: le carte truccate dell'otto per mille, nell'ultimo numero di Micromega, 4/2007, pag.5, da cui ho tratto la citazione di Kant.

clicca qui per visualizzare e firmare la petizione
sabato, 08 settembre 2007

V-DAY

Oggi, 8 settembre 2007, è il famoso V-day. Di che si tratta? Facciamocelo dire dallo stesso Grillo:

vday_logo"L'otto settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d'Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi "culturali". Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare." Beppe Grillo

Si raccoglieranno le firme per la legge di iniziativa popolare "Parlamento Pulito", consistente in tre punti:
1- No ai 23 parlamentari condannati in Parlamento - Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.
2- No ai parlamentari  di professione da venti e trent'anni in Parlamento - Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente.
3- No ai parlamentari scelti dai segretari di partito - I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.

Qualche riflessione, intanto sulla proposta di legge "Parlamento Pulito": ne condivido due punti su tre: mi lascia perplesso il primo, in quanto basterebbe una qualsiasi condanna per essere estromessi dalla vita politica; certo Berlusconi, Previti e co. sono una vergogna, ma qui, per una caratteristica negativa del Grillo di cui parlerò più avanti, si mettono sullo stesso piano tutti i reati e tutte le condanne: volete dire che è la stessa cosa una condanna di un Previti che corrompe i giudici per far vincere i processi a Berlusconi, e una condanna di un Caruso che si incatena ai binari di una ferrovia per protestare insieme alla popolazione di un Comune campano? Mi rifiuto di accettare questa equiparazione, e, se la legge non sarà più precisa nello specificare quali reati, non firmerò la proposta; tranneché i tre articoli vengano proposti separatamente: allora potrei firmare il secondo e il terzo che condivido pienamente: il limite di due legislature servirebbe a "svecchiare" la classe politica italiana, a tenerla in continuo rinnovamento e impedirebbe l'esistenza di "poltici di professione", in quanto il limite imposto impedirebbe di fare della politica l'unica professione: avremmo cittadini di ogni situazione lavorativa (docenti, imprenditori, lavoratori dipendenti, operai, pensionati, studenti, ecc...) che al lavoro principale affiancherebbero l'attività poltica con un vantaggio di democrazia e partecipazione. L'ultima proposta è il minimo che chiedo a una nuova riforma elettorale, cioé la preferenza, minimo segno di democrazia, in quanto i candidati sarebbero veramente scelti dai cittadini.

Diciamo che l'organizzazione e la partecipazione (che sembra debba essere molto alta, viste le adesioni) sono il sintomo di una grande voglia di partecipare (soprattutto giovanile, ma non solo) di una cittadinanza che non conosce cosa significhi partecipare, visto che in Italia questa parola è stata bandita dalla classe politica ormai da tanto tempo e visto che la popolazione italiana non si è certo distinta negli anni per grandi iniziative popolari autonome dai partiti (tranne i Girotondi); ma è anche sintomo di una voglia di partecipare a qualcosa di organizzato da altri, anzi no, da LUI, il divino Grillo, che raccoglie attorno a se migliaia di adulatori, pronti ad applaudirlo qualsiasi cosa esca dalla sua bocca. Ecco, diciamo che a me Beppe Grillo non sta affatto simpatico, per due sue peculiarità: il suo qualunquismo dirompente e la sua vena populista. Dire, per esempio, come dice lui in intestazione al V-Day, che dal 1943 non è cambiato nulla è fare del qualunquismo vero e proprio: certo il Gattopardo rimane sempre il miglior ritratto dell'Italia dall'Ottocento ad oggi, ma è fare cattiva informazione e cattiva storia affermare che dal '43 la situazione è la stessa, e non sto neanche a dimostrare il perché. Stesso dicasi per l'articolo 1 della legge "Parlamento Pulito": si mette tutto nello stesso calderone.

In conclusione, non posso che vedere il V-Day come un'iniziativa positiva, nonostante i distinguo che ho fatto, vista la situazione terminale in cui versa l'etica pubblica in questo paese, spero che la partecipazione sia alta, visto che si stanno organizzando tante occasioni di informazione libera, spero che si possano firmare i tre articoli separatamente affinché i possa firmare il 2 e il 3, e spero di poter andare questo pomeriggio alle 18 alla Tonnara Bordonaro, dove verrà presentato (sempre all'interno dell'ambito del V-Day) Italiopoli, l'ultimo libro di Oliviero Beha (uno dei giornalisti che stimo di più), che sarà presente insieme al magistrato Antonio Ingroia.

Ultima info: a Palermo il V-Day è a Piazza Politeama, dalle 10 alle 20.
venerdì, 07 settembre 2007

Australia welcomes war criminal Bush

reuters111356660709094110_bigEcco l'accoglienza di Sidney a George W. Bush.
Da notare che non solo i comunisti brutti e cattivi ce l'hanno con lui: ciò è dimostrato con evidenza dal secondo culo da sinistra, che non è certo il culo di una brutta (certo no) e cattiva (chissà...).
Fonte: Repubblica.it : Galleria, Video
giovedì, 06 settembre 2007

Platone: quale realtà?

Plato-raphaelPlatone concepisce prima la sua nozione di scienza (επιστήμη), che cerca poi di applicare alla realtà: si rende subito conto che la realtà (caratterizzata dal divenire e dal mutamento) non è adatta alla scienza immobile, immutabile, direi parmenidea, che egli concepisce. Ha quindi bisogno di una nuova realtà che abbia quelle caratteristiche per essere oggetto di scienza: crea così il mondo delle idee, la realtà in sé.

Un altra soluzione che non risolve

Non avevo ancora detto nulla sul "caso lavavetri a Firenze" (ne aveva accennato Orioles nella Catena di San Libero): adesso ho trovato questo articolo di Marco Travaglio, tratto da l'Unità del 4-09-07, in cui l'autore commenta questo provvedimento del Comune di Firenze e la scelta della Confindustria di espellere gli appartenenti che abbiano pagato il pizzo.


Si può essere contrari alla decisione della Confindustria di espellere i soci che pagano il pizzo? No che non si può. Come non si può che essere favorevoli alle politiche dei sindaci per la sicurezza nelle città. Eppure qualcosa non torna. Prendiamo la guerra ai lavavetri a Firenze: è senz’altro molto interessante interrogarsi se l’ordinanza Cioni sia di destra o di sinistra e domandarsi che cosa ne direbbero Rudy Giuliani e i padri del comunismo (l’altroieri il Cioni si paragonava a Pecchioli, subito smentito dalla figlia di quest’ultimo; ieri il sindaco Domenici spiegava che Lenin sarebbe molto fiero di lui).

Ma forse è più interessante chiedersi se l’ordinanza serva a risolvere il problema. I magistrati interpellati sul tema hanno già risposto che non serve a nulla, se non a ingolfare i tribunali di processi inutili, che si concluderanno dopo qualche anno con condanne virtuali a carico di imputati ormai irreperibili; e a riempire di secchielli e spugnette gli uffici dei palazzi di giustizia destinati ai corpi di reato. Questo per dire che è vero, l’ordinanza anti-lavavetri non è né di destra né di sinistra: infatti è inutile.

Vediamo ora l’ultima mossa di Confindustria: fuori chi cede al racket della mafia. Splendido segnale, encomiabile iniziativa dopo anni di silenzio omertoso. Ma la domanda è sempre la stessa: punire chi paga il pizzo è utile a combattere il pizzo? Stando ai dati ufficiali, a Palermo pagano il pizzo oltre il 90 per cento dei commercianti e degli imprenditori. Dunque, se tutti coloro che pagano il pizzo venissero scoperti ed espulsi, a Palermo la Confindustria dovrebbe chiudere i battenti, e così la Confcommercio e la Confesercenti. Per fortuna di chi paga il pizzo, il suo nome e le prove a suo carico sono più inaccessibili e misteriosi del terzo segreto di Fatima.

Il vero problema è come scoprire chi paga il pizzo (ma soprattutto chi lo impone), non che fare di lui dopo averlo scoperto. Senza dimenticare che pagare il pizzo è un pessimo comportamento, ma quasi sempre è questione di vita o di morte: o paghi, oppure ti ammazzo o almeno ti rovino. Tant’è che chi cede alle estorsioni non è penalmente perseguibile, essendo vittima di cause di forza maggiore. Anziché punire chi cede, bisognerebbe cominciare a premiare chi non cede e denuncia: ma l’esperienza dei (pochi) imprenditori e commercianti che, sull’esempio di Libero Grassi, hanno deciso di resistere al racket, abbandonati dallo Stato ma non dalla mafia, insegna che conviene pagare. E, finchè lo Stato non dimostrerà che conviene ribellarsi, la gente seguiterà a pagare.

La prospettiva di esser espulsi dalla propria associazione di categoria è una minaccia paragonabile a quella della mafia (attentato o morte), e dunque sufficiente a scoraggiare chi vuole pagare? La risposta naturalmente è no, dunque tutto continuerà come prima. Salvo che i vertici di Confindustria, come sindaci e assessori della "tolleranza zero" a parole, fanno un po’ di bella figura a costo zero. Le due campagne sono quanto di più italiano, o italiota, si possa immaginare: il solito "facite ammuina" di borbonica memoria.

Confindustria e le altre associazioni di categoria sono piene di imprenditori, manager, banchieri e commercianti che evadono le tasse, o pagano tangenti, o accumulano fondi neri, o taroccano bilanci, o truffano i risparmiatori, o fanno affari con la mafia, o impiegano lavoratori in nero, o abusano del precariato, o negano ai dipendenti le condizioni di sicurezza minime facendo lievitare a livelli da terzo mondo gl’infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Il tutto senz’alcuna lupara puntata alla tempia, ma solo per bieca cupidigia. Gente condannata in Cassazione o beccata dall’Agenzia delle entrate o dall’Inail o dall’Inps, con nome e cognome. Perché non si comincia a cacciare costoro? Ma in che paese si espelle il barista che paga il pizzo per salvarsi la pelle e si mette al vertice dell’Eni uno che pagava le mazzette al Psi per fare carriera e al vertice di Mediobanca uno che ha più processi che capelli?
In Italia, naturalmente.


tratto da liberacittadinanza.it
martedì, 04 settembre 2007

Ricordi di un viaggio

Londra 21-27 agosto 2007 105Giorgio mi chiede: "Le serate londinesi come sono?"
...
Breve momento di imbarazzo

Ricordo: io e Daniela che mangiamo focaccia bread e danish ham in camera (se così si può chiamare) sul letto con la tv accesa.

L'imbarazzo aumenta

Ecco la risposta:
"Fredde!"