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confronto, informazione, politica, socialità, cultura

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Utente: mirko1004
Nome: Mirko Pace
Studio Filosofia e Scienze Etiche all'Università di Palermo. Dal corso di laurea è evidente il mio φιλοσοφια. Mi interessa tantissimo scoprire-capire-sapere come-perché-cosa pensano le persone e come-perché funzionano le "cose" nel mondo. Mi indignano tantissimo le disparità e i soprusi, questa propensione mi ha fatto avvicinare tantissimo alla politica, che strettamente collegata con le tematiche-problematiche della cittadinanza è uno dei miei pensieri fissi.
25 ottobre 2008, Giornata dello Sbattezzo Firma l'Appello Sbattezzamoci con l'UAAR NO CENSURA!

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lunedì, 22 ottobre 2007

Appello De Magistris

Putroppo adesso non ho tempo per un commento approfondito, mi limito a pubblicare tempestivamente l'appello.


Vicenda De Magistris: un Golpe Bianco

Intervenga Napolitano

La nota vicenda: un pubblico ministero, il sostituto procuratore di Catanzaro Luigi DeMagistris, indaga - tra gli altri - sul Presidente del Consiglio, Romano Prodi, e sul Ministro della Giustizia, Clemente Mastella in u n filone dell’inchiesta denominata "Why not".

Il Guardasigilli Mastella reagisce mandando degli ispettori ministeriali "contro" De Magistris e chiedendo al Consiglio Superiore della Magistratura di prendere provvedimenti nei confronti del magistrato.

Il CSM rimanda a dicembre la decisione.

Sabato 19 ottobre viene resa pubblica l’iscrizione al registro degli indagati di Mastella e il risultato è che tempestivamente, troppo tempestivamente, con una tempestività che grida vendetta, il capo della Procura Generale di Catanzaro, diretto superiore di De Magistris, avochi a sé l'inchiesta in questione.

De Magistris a questo punto rileva la "fine dello stato di diritto" in Italia dal momento che l'indipendenza della magistratura dalla politica viene schiacciata in questomodo.

Questa la vicenda, che, apparentemente non ha bisogno di commenti, essendo, purtroppo, chiarissima la situazione.

Ma la storia comincia adesso.

Ovvia la nostra solidarietà a De Magistris, che qui ribadiamo alla luce anche delle sue dichiarazioni odierne “la magistratura non può più indagare in alcune direzioni. Questo è evidente. Poi è anche la conferma di come una parte del potere giudiziario sta dentro il sistema. Una parte della magistratura è funzionale a certi sistemi oggetto di investigazioni”, solidarietà per un Magistrato che da parecchio tempo viene preso di mira da molteplici pezzi della politica bipartisan, maggioranza e opposizione insieme, e addirittura come si è visto dal Governo.

Ma vogliamo anche fare due urgenti considerazioni:

La prima: stiamo assistendo ad un "golpe bianco",a un attacco formidabile alla democrazia mai registrato prima in epoca repubblicana (neppure ai tempi di Berlusconi…) fondata sulla divisione dei poteri e qui calpestata orribilmente.

La seconda: garante di tutto ciò dovrebbe essere il presidente della Repubblica, Napolitano, nella sua veste di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, il quale, nello scorso luglio, si ricordò in modo assai discutibile di questo suo ruolo e intervenne, pur senza nominarla, contro la richiesta della gip Clementina Forleo nella vicenda delle scalate bancarie che riguardavano D'Alema, Fassino e altri quattro parlamentari.

Se adesso non prendesse posizione a difesa di De Magistris e sopratutto dell'indipendenza violata della magistratura, si potrebbe pensare che che il "golpe bianco" ai danni della democrazia italiana è stato purtroppo completato, tra il silenzio generale anche di coloro che sono chiamati , per ruolo istituzionale, a garantire la costituzione Italiana nei suoi principi fondativi . Ricordiamo che l’ Art. 104 cost.italiana recita: La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica.
Elio Veltri
Roberta Anguillesi
Redazione Democrazialegalita.it
per firmare AppelloDeMagistris@.... mettendo solo Nome Cognome e Luogo di residenza

Appello e Firme saranno inviate al Presidente della repubblica

LEGGI LE FIRME

link: democrazialegalita.it
venerdì, 19 ottobre 2007

Errata corrige

Ritornando su "La separazione dei poteri":
Adesso, appena un pm già scomodo per le sue indagini in una procura che solitamente "non dà problemi", si permette di indagare i suoi amici (e se i tuoi amici stretti sono responsabili di gravi reati, la tua responsabilità almeno politica non si può più nascondere) ecco la reazione, trasferimento urgente in via cautelare.
Ecco, non indagava solo i suoi amici: è di oggi la notizia che Clemente Mastella sarebbe iscritto nel registro degli indagati della procura di Catanzaro dal 14 ottobre.
Dice perché tutta questa "urgenza", adesso lo sappiamo il perché.


4817PS: non c'entra niente, sto leggendo Lepidezze Postribolari di Daniele Luttazzi, è davvero uno spasso, ve lo consiglio, l'"Introduzione. Sfanculare il Minotauro" e i "Video" sono strepitosi. E non dimenticate il suo ritorno in tv: dal 3 novembre (ore 23.30, va beh... sempre meglio di niente) Decameron su La7.
sabato, 13 ottobre 2007

Generazione Q

La Repubblica ha pubblicato l'11 ottobre un interessante articolo di Thomas L. Friedman. L'autore riflette sulla situazione giovanile, dopo un tour tra college americani. Egli si dice perplesso e impressionato:

"Sono impressionato perché sono molto più ottimisti e idealisti di quello che dovrebbero essere. Sono perplesso perché sono molto meno radicali e impegnati politicamente di quel che sarebbe necessario."

È questo il punto centrale del suo articolo, che esprime già dalle prime righe e sviluppa in tutto il suo scritto. Dopo l'11 settembre il suo più grande timore era che i giovani non potessero viaggiare liberamente per il mondo come i giovani della sua generazione: questo timore non si è realizzato, i giovani viaggiano e si impegnano in progetti di aiuti sociali a chi è più in difficoltà; ma tutto accade in un clima di apatia verso ciò che sta accadendo: "quando penso all'enorme disavanzo del budget, al deficit della Social Security e ancor più al deficit ecologico che la nostra generazione sta rifilando loro, se non stanno ancora schiumando di rabbia significa soltanto che non vi prestano attenzione." Per questo motivo ha nominato la nostra generazione Generazione Q, dove Q sta per quieta: "ma la Generazione Q forse è troppo quieta, troppo online, per fare il proprio bene e quello del Paese." "L'America ha un grande bisogno della scossa dell'idealismo, dell'attivismo e dell'indignazione (deve pur esserci anch'essa) della Generazione Q. Ecco a che cosa servono i ventenni: ad accendere il fuoco sotto i piedi del Paese. Ma non potranno farlo via posto elettronica e una petizione online o un click di mouse per promuovere la neutralizzazione delle emissioni di gas serre non inciderebbero affatto. Devono organizzarsi in modo tale da costringere i politici a prestare loro attenzione". Ecco che l'obiettivo della critica di Friedman diventa chiaro: i giovani credono di poter far qualcosa attraverso l'uso del loro strumento privilegiato di comunicazione, internet, ma non si rendono conto che il potere non viene minimamente scalfito via internet, se a questo non segue un impegno "fisico": "L'attivismo può soltanto essere oggetto di un "upload" alla vecchia maniera da parte di giovani elettori che nei loro campus o a Washington Mall scendono in strada in massa per gridare al potere la loro verità. Faccia a faccia. La politica virtuale è, per l'appunto, soltanto questo: virtuale."

Prima di ragionare sulle conclusioni di Friedman vorrei soffermarmi sul problema iniziale: i giovani sono molto più ottimisti e idealisti di quello che dovrebbero essere, ma sono molto meno radicali e impegnati politicamente di quel che sarebbe necessario; e vorrei farlo  proponendovi questo scritto:

 

L'uomo circuito dai mass media è in fondo, fra tutti i suoi simili, il più rispettato: non gli si chiede mai di diventare che ciò che egli è già. In altre parole gli vengono provocati desideri studiati sulla falsariga delle sue tendenze. Tuttavia, poiché uno dei compensi narcotici a cui ha diritto è l'evasione nel sogno, gli vengono presentati di solito degli ideali tra lui e i quali si possa stabilire una tensione. Per togliergli ogni responsabilità si provvede però a far sì che la tensione si risolva in una proiezione e non in una serie di operazioni effettive volte a modificare lo stato delle cose. Insomma, egli si chiede di diventare un uomo con il frigorifero e un televisore da 21 pollici; in compenso gli si propone come ideale Kirk Douglas o Superman. L'ideale del consumatore di mass media è un superuomo che egli non pretenderà mai di diventare, ma che si diletta a impersonare fantasticamente, come si indossa per alcuni minuti davanti a uno specchio un abito altrui, senza neppur pensare di possederlo un giorno.

 

Questo scritto di Umberto Eco, Fenomenologia di Mike Bongiorno, risuona tanto attuale quanto è invece datato: 1961. Le cose oggi sono cambiate, ma nella sostanza lo schema interpretativo di Eco è, secondo me, sempre valido: anziché chiederti di avere il frigorifero, ti si chiede di comprare ogni due mesi l'ultimo modello della tecnologia telefonica o informatica e ti viene dato come sfogo la vita favolosa e "quasi possibile" di Veronica Mars o le fantasmagoriche avventure di Heroes: i modelli proposti non sono certo emulabili e tu lo sai, ma ti diletti a pensarti lì o colì, sfoghi così le tue ambizioni represse, e ritorni ad essere quello che vogliono che tu sia: un consumatore incallito, spasmodicamente in attesa dell'uscita del nuovo modello Nokia.

Si dirà, che c'entra Eco con Friedman? Beh la mia interpretazione è questa: l'ottimismo e l'idealismo continuano a sopravvivere, nonostante non si trovino buone e oggettive ragioni guardandosi intorno, nella dimensione virtuale, nel sogno ad occhi aperti: qui la realtà continua ad essere pessima, ma (evitando ogni possibile analisi rigorosa) prima o poi si aggiusterà, cambierà, migliorerà, io intanto metto una firma digitale qui, diffondo questa petizione, esprimo la mia indignazione sul mio blog e mi metto la coscienza a posto, nella realtà vera mi ammazzo di lavoro e studio per dare un senso ai debiti che hanno fatto i miei genitori per mandarmi al college: per sopravvivere e tirare avanti mi stordisco con la TV, i videogames o peggio ancora droghe.

Come  uscirne? Con l'impegno. Impegno pratico, scendendo "in strada in massa per gridare al potere la nostra verità". Con questi propositi internet da madre del divertissement diventa uno strumento prezioso per mettere la gente in contatto e l'esperienza del V-day potrebbe essere qualcosa in quest'ottica. Ma l'impegno deve essere giornaliero e la pressione non deve essere allentata.

Io, intanto, sto pensando di andare a Roma, per la manifestazione del 20 ottobre, organizzata dalle sinistre per chiedere al Governo di attuare il programma, in quei punti a lungo colpevolmente trascurati:

-lavoro: dignità e sicurezza, cancellazione dello "scalone" Maroni e dei disastri della legge cosiddetta Biagi;

-sociale: riequilibrio della ricchezza, diritto al reddito e all'abitare;

-laicità: no discriminazioni di genere, legge sulle unioni civili;

-cittadinanza: chiusura dei Cpt, superamento della legge Bossi-Fini, diritti ai migranti;

-pace: taglio spese militari, no Dal Molin, ritiro dall'Afghanistan, no scudo stellare;

-ambiente: acqua pubblica, tutela e rispetto dell'ambiente;

-legalità: vera e seria lotta alla mafia.

per info: http://www.20ottobre.org/, http://www.20ottobre-palermo.org/

venerdì, 12 ottobre 2007

Usa il profilattico



The fastest growing group of people infected by HIV and AIDS is heterosexual women under 30, recita così questa pubblicità "progresso". Il problema è: l'abbiamo capito? Questa pubblicità è rivolta alle donne, e "consiglia" di chiedere al partner di usare il preservativo, ma il problema potrebbe essere l'opposto, e il ragazzo dovrebbe usare il preservativo per difendere la propria salute. L'uso del preservativo rientra nelle responsabilità morali: è un dovere verso te stesso, per difendere la propria salute; verso l'amante, per evitare di infettarla; verso il partner, visto che se si è avuto un rapporto "non sicuro" con un'altra persona, si rischia di infettare il partner, che oltre alla beffa del tradimento (se si concepisce così un rapporto con un altra persona, vabbè lasciamo stare...) può subire il gravissimo danno dell'infezione; verso i possibili figli, che se concepiti da madre malate, hanno altissime possibilità di nascere malati. Ma il preservativo non serve certo a evitare solo la trasmissione dell'AIDS: esiste una lunga lista di malattie sessualmente trasmissibili. Per finire possiamo anche riportare alla mente l'originale fine del condom, cioé la contraccezione: sembra assurdo nel XXI secolo concepire un nuovo essere "per sbaglio", ma intanto succede, e poi magari si fa ricorso alla pillola del giorno dopo o all'aborto (chirurgico o chimico), interventi non certo "facili" per i profondi solchi fisici e soprattutto psicologici che lasciano. Penso che tutto questo basti per fondare la responsabilità morale dell'uso del preservativo.
Se poi preferite ascoltare la chiesa che usa tutto il suo potere per impedire la diffusione di una buona pratica contraccettiva, soprattutto in quelle zone ad altissimo rischio di infezione HIV, come l'Africa sub-sahariana, beh che dire, adesso devo andare a lezione (Logos e racconto tra limite e metafora; testi trattati: Wittgenstein "Tractatus logico-filosoficus", Borges "Altre inquisizioni") magari un giorno dedicherò un post anche a voi.

PS: sulle malattie sessualmente trasmissibile ho trovato un documento del Ministero della Salute
fonte: censurato
martedì, 09 ottobre 2007

La separazione dei poteri

Ricapitoliamolo. A Catanzaro un pubblico ministero, isolato in un ufficio sonnolento o acquiescente, indaga sul sistema di potere regionale e nazionale che governa l'afflusso dei finanziamenti europei in Calabria. L'indagine svela le complicità della magistratura e la connivenza della politica, di tutta la politica. Il pubblico ministero deve patire la reazione delle gerarchie togate che lo assediano con denunce e ricorsi che provocano ispezioni dopo ispezioni e un processo disciplinare (ancora in corso). Quando saltano fuori alcune evidenze che coinvolgono nell'inchiesta il capo del governo in carica e le amicizie personali di Clemente Mastella, il ministro di Giustizia invoca il trasferimento in via cautelare di quel magistrato perché impedirebbe il «buon andamento dell'amministrazione della giustizia» in una Calabria dove l'amministrazione della giustizia è efficiente come un arrugginito motore senza candele, benzina e cinghia di trasmissione. Per quel trasferimento ci sarebbero, dice il ministro ai quattro venti, gli evidenti elementi di fondatezza e soprattutto una grande urgenza. Alla prima verifica del consiglio, non ci sono né gli uni né l'altra. L'iniziativa di Mastella resta come nuda e appare sempre di più il tentativo di intimidire quel pubblico ministero e di seppellire la sua inchiesta. Non è un bel vedere.

 

di Giuseppe D'Avanzo, Il Guardasigilli sconfessato, da "la Repubblica" di martedì 9 ottobre 2007, pag.24

 

Impossibile non pensar male di Mastella. Questo ancor prima delle ultime notizie. Ricordiamo che il nostro è stato il testimone di nozze, insieme a Salvatore Cuffaro (un altro "angioletto" della politica) dell'ex capo-mafia  di Villabate, ora collaboratore di giustizia, Francesco Campanella. Tutto questo qualcosa vorrà pur dire. Da ministro della giustizia, ha esordito con l'indulto, formulato in modo da far rientrare tutti i vip, possibili e immaginabili (si veda l'articolo di Ferruccio Sansa, Indulto libera chi?, in MicroMega 8/2006, pagg.39-43). Adesso, appena un pm già scomodo per le sue indagini in una procura che solitamente "non dà problemi", si permette di indagare i suoi amici (e se i tuoi amici stretti sono responsabili di gravi reati, la tua responsabilità almeno politica non si può più nascondere) ecco la reazione, trasferimento urgente in via cautelare. Per fortuna al CSM c'è gente che ha ancora a cuore la democrazia, e capisce che se il governo mette le mani sul potere giudiziario (dopo che per prassi mortifica l'organo deputato al potere legislativo, con l'utilizzo della cosiddetta "fiducia"), la divisione dei poteri crolla portandosi appresso la democrazia. C'è da chiedersi adesso, come può un governo tenere al suo interno un ministro che ha abusato del suo potere in maniera spregiudicata intimidendo un magistrato. Il presidente del consiglio Prodi, se vuole riacquistare serietà e consenso dell'elettorato di sinistra, non può non chiedere le dimissioni a Mastella. Si contesterà che i tre voti dell'UDEUR al Senato (di cui uno in mano proprio a Clemente Mastella) sono decisivi per la sopravvivenza del governo. Allora che fare? Il paese è nelle sporche mani di Clemente Mastella? Questo problema andava affrontato all'origine: si sapeva bene che personaggio è Mastella, perché gli si è affidato un dicastero tanto delicato come quello della Giustizia? Se non gli si possono chiedere le dimissioni, che almeno lo si redarguisca severamente, e questo è un compito che spetta a Prodi, in privato o davanti al consiglio dei ministri. Mastella dovrà prendere atto delle proprie responsabilità e solo così si potrà andare avanti. L'UDEUR rappresenta la più piccola parte della coalizione di governo, alle elezioni politiche ha raccolto l'1,34%, è possibile che i suoi tre senatori abbiano più peso dei 26 di Rifondazione e dei 10 dei Verdi-Comunisti Italiani? Un partito che rappresenta lo 0,92% degli aventi diritto di voto alla Camera, può tenere in scacco il governo e ricattare la maggioranza? La risposta a queste domande non può che essere no, per chiunque abbia un po' di intelligenza, e la situazione che di fatto questo partito riesca ad avere una tale influenza sull'operato del governo e, addirittura, della magistratura è sintomo della grave crisi della politica italiana.


 

PS: ecco i link alle petizioni per De Magistris: petitiononline, liberacittadinanza

sabato, 06 ottobre 2007

Amnesty

Spesso firmo e diffondo petizioni. Spesso penso e dico dai, che ti costa, firma, ne può solo venir bene. Ma spesso penso che non servirà a niente.
Adesso che ho visto questo spot, la speranza aumenta e crescono la responsabilità e l'impegno a darsi da fare nelle battaglie per i diritti umani.

fonte: censurato
giovedì, 04 ottobre 2007

no comment

WASHINGTON (Reuters) - Il presidente degli Stati Uniti George W.Bush ha posto il veto sulla decisione del congresso di ampliare un programma per la tutela della salute dei bambini più bisognosi, dando il via alla lunga battaglia contro i democratici sulla spesa pubblica.

La legge avrebbe stanziato 35 miliardi di dollari aggiuntivi per più di cinque anni per un programma di sanità pubblica amministrato dagli stati. Le risorse aggiuntive sarebbero state coperte dall'aumento delle tasse sui prodotti derivati dal tabacco.

La misura godeva di un appoggio bipartisan all'interno del Congresso, e per questo la decisione di Bush potrebbe inasprire i suoi rapporti con i parlamentari repubblicani, preoccupati per i risultati delle prossime elezioni politiche.

I sostenitori del provvedimento dicono che l'aumento avrebbe coperto le spese sanitarie di circa 10 milioni di bambini.

Secondo Bush, l'aumento della spesa avrebbe snaturato il programma, nato per far fronte ai bisogni dei bambini più poveri, costituendo un pericoloso passo verso un sistema sanitario pubblico.

Per questo, ha proposto un aumento di soli 5 miliardi di dollari.

Bush, che a poco più di un anno dalla fine del suo secondo mandato si trova a dover fronteggiare un costante calo di consensi sulla guerra in Iraq, ha già minacciato di mettere il veto su una serie di provvedimenti con l'intento di mantenere la spesa pubblica al di sotto del limite dei 933 miliardi di dollari.

L'intento del presidente è quello di far apparire i Democratici come poco attenti al bilancio dello Stato e di riguadagnare consensi nella parte più conservatrice dell'elettorato.


fonte: yahoo!notizie

Lo spirito di Voltaire

VoltaireMa per disgrazia c'era lì un animaletto in berreto quadrato, che tagliò la parola in bocca a tutti gli animaletti filosofi; disse che lui conosceva tutto il segreto, cha la risposta si trovava nella Somma di san Tommaso; guardò dall'alto in basso i due abitanti celesti; gli dimostrò che le loro persone e i loro mondi e i loro soli e le loro stelle, tutto era fatto esclusivamente per l'uomo. A quel discorso i nostri due viaggiatori si rotolarono l'uno sull'altro, soffocati da quell'inestinguibile riso che al dire di Omero è appannaggio degli dèi; spalle e ventre andavano e venivano; [...] Il Siriano ripigliò i vermiciattoli; gli parlò ancora con molta bontà, benché in fondo al cuore fosse un pochino scocciato che quegli esseri infinitamente piccoli avessero un orgoglio quasi infinitamente grande.

Micromega, in Voltaire, Micromegas - L'Ingenuo, BUR, 2002 Milano-Padova, pagg.50-51
martedì, 02 ottobre 2007

Manifesto per la riforma della politica

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I firmatari di questo manifesto (singole personalità, associazioni, liste civiche, organizzazioni politiche e indipendenti) promuovono una campagna di informazione e di iniziativa politica su questioni che l'attuale ceto politico ignora (con la complicità dell'informazione televisiva) perché affrontarle significherebbe mettere in discussione se stesso e gli equilibri di potere sui quali ha costruito le sue fortune.

I firmatari si pongono l'obiettivo di restituire dignità alla Politica, intesa come servizio al Paese, di rilanciare democrazia ed economia, dopo anni di decadenza, attraverso la partecipazione dei cittadini, il controllo sul potere politico e l'impegno diretto nella gestione della cosa pubblica.

Centro sinistra e centro destra non sono uguali. Sono complementari e si sostengono a vicenda. L' attuale proposta di legge sul conflitto di interesse "riprende l'ispirazione di fondo della legge Frattini" e il conflitto di interesse non è tra le 12 priorità di Prodi. Questo spiega perché le leggi-vergogna non sono state abrogate.

La riorganizzazione del centrosinistra in due poli mantiene i difetti dei partiti preesistenti. Il partito democratico si annuncia come la somma di due nomenclature politiche in sella da oltre 20 anni, degli errori commessi e delle responsabilità della grave malattia in cui versa il paese. La sopravvivenza di due piccoli partiti comunisti è garantita da battaglie ideologiche che coprono l'assenza di cultura istituzionale, da carenze progettuali e da pratiche spartitorie. Pertanto, una parte significativa dell'elettorato di centrosinistra non potrà essere rappresentata dai nuovi aggregati ed è ora orientata all'astensionismo. Analogo problema riguarda rilevanti settori moderati del centro destra che hanno a cuore i valori della Costituzione. Chiedere all'attuale ceto politico di cambiare politica, regole e comportamenti sarebbe come chiederne il suicidio.

Intreccio tra politica, amministrazione ed affari, costi della politica, conflitti di interesse, mettono in crisi la separazione dei poteri e l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, principi senza i quali la democrazia è un guscio vuoto e si riduce ad una somma di oligarchie.

Per porvi rimedio è necessario rendere attuali i valori costituzionali riguardanti la responsabilità dei partiticonflitti di interesse e ridurre drasticamente i costi della politica. di fronte alla legge, contrastare i

L'assalto al territorio e all'ambiente e la scarsezza delle risorse producono danni incalcolabili alla salute dei cittadini e distruggono il patrimonio che dovremo consegnare alle future generazioni.

Il potere e la ricchezza delle mafie competono con quelli dello Stato, scoraggiando tutte le forme di economia legale e mantenendo sotto il tallone della sopraffazione intere regioni del territorio nazionale.

Il Comitato promotore, i firmatari del Manifesto e i Garanti, presenteranno nel corso della manifestazione, convocata a Roma in piazza Farnese il 6 Ottobre, il progetto politico con le proposte da dibattere nel paese, le Petizioni al Parlamento e le proposte di legge di iniziativa popolare.

Se i cittadini saranno sensibili e i promotori saranno onesti e credibili, alla conclusione del percorso che ci separa dalle prossime elezioni nazionali, si potrà promuovere una grande iniziativa Civica per garantire rappresentanza politica a quei milioni di elettori che oggi ne sono privi.


Fai click qui per firmare il manifesto
Link: Lista Civica dei cittadini, Repubblica dei cittadini, Liberacittadinanza, DemocraziaLegalità, Behablog

lunedì, 01 ottobre 2007

J'accuse!

mastellaSi chiama censura preventiva quella progettata dall'Udeur, nella persona di Antonio Satta, segretario della commissione di Vigilanza Rai (Udeur): "Abbiamo saputo che si apprestano ad attaccare nuovamente Mastella. Se fosse vero, sarebbe inaccettabile. Non accetteremo di essere processati", ergo "Fermate Anno Zero"; altrimenti: "Se questa volta il direttore generale e il presidente della Rai non interverranno per evitare questa ennesima vergognosa strumentalizzazione del servizio pubblico presenteremo al Senato, come già preannunciato, una mozione di sfiducia verso il cda della Rai".
Se ciò accadesse, se si facessero pressioni esplicite a Santoro, il centro sinistra toccherebbe uno dei punti più bassi della sua storia.

fonte: Repubblica.it