Mirko

confronto, informazione, politica, socialità, cultura

Chi sono

Utente: mirko1004
Nome: Mirko Pace
Studio Filosofia e Scienze Etiche all'Università di Palermo. Dal corso di laurea è evidente il mio φιλοσοφια. Mi interessa tantissimo scoprire-capire-sapere come-perché-cosa pensano le persone e come-perché funzionano le "cose" nel mondo. Mi indignano tantissimo le disparità e i soprusi, questa propensione mi ha fatto avvicinare tantissimo alla politica, che strettamente collegata con le tematiche-problematiche della cittadinanza è uno dei miei pensieri fissi.
25 ottobre 2008, Giornata dello Sbattezzo Firma l'Appello Sbattezzamoci con l'UAAR NO CENSURA!

Commenti recenti

Categorie

11settembre
aborto
accanimento terapeutico
adams gerry
addiopizzo
adinolfi mario
afghanistan
agnosticismo
agostino dippona
ahmadinejad mahmadou
aids
ajello michele
alagna roberto
alchimia
alchimista
alex zanotelli
alfano beppe
alfano sonia
alleanza nazionale
ambiente
amendola giorgio
amicizia
ammazzatecitutti
amnesty international
amore
andò salvo
anguillesi roberta
anima
annozero
annunciazione
ansa
antimafia
appartenenza
appello
aprileonline
arci
argentina
aristotele
armi
arte
arte contemporanea
asilo
assolutismo
assoluto
astrologo
astronomia
ateismo
ateismo e verità
attesa
attualità
australia
autocertificazione
autocrazia
autonomi
a ciascuno il suo
ὕβρις
babha jacqueline
balla giacomo
bambini
banche
beha oliviero
benedetto xvi
benigni roberto
benvenuto
berlusconi silvio
bibbia
bindi rosy
binetti paola
blog
blogday2007
bocca giorgio
borsellino paolo
borsellino rita
bossi umberto
bowie david
brasile
brigate rosse
burocrazia
buscetta tommaso
bush george w
calcio
camilleri andrea
cammarata diego
camorra
campanella francesco
caramuta ersilia
carlini franco
caruso francesco
casablanca
casta
catania
catanzaro
catena
censura
centro-destra
centro-sinistra
chiesa
cia
cilicio
cina
cini marcello
citazioni
cittadinanza
cittadino
clandestini
clinton hillary
colombo furio
colonialismo
compensazione
condom
confindustria
conflitto dinteressi
consenso
consiglio dei ministri
consumatori
controllo
controllo sociale
copernico
copyleft
corleone
corriere della sera
cosa nostra
costituzione
creatività
crisi
crocifisso
csm
cuffaro salvatore
culi
cultura
cutolo raffaele
dalla chiesa carlo alberto
dalla chiesa nando
davanzo giuseppe
dc
ddl mastella
decameron
deficit
democratic party
democrazia
de magistris luigi
diario
dibattito
differenza di genere
dio
dio esiste
diritti
diritti umani
discriminazione
divenire
divertimento
divertissement
di pietro antonio
dogma
domenici leonardo
donazione
duggan christopher
duisburg
eccitazione
ecologia
economia
eco umberto
educazione
edwards john
elezioni
el sueño de la razón produce m
emotività
emozioni
empire
england
ermeneutica
esempio
esistenza
esistenzialismo
esperienza
etica
etica pubblica
euro
eutanasia
falcone
falcone giovanni
fascismo
fava giuseppe
fede
fenomenologia di mike bongiorno
ferrara giuliano
fiducia
filosofia
firenze
flores darcais paolo
fmi
folwell
forza italia
foto
fo dario
friedman thomas
futurimo
galilei galileo
garforth town
gay
generazione q
genovese francantonio
gentilini giancarlo
giornale di sicilia
giornalismo
giovani
golpe bianco
governo
goya francisco
granata fabio
grassi libero
greci
grillo beppe
guerra
gulag
guzzanti sabina
hacker
hegel gwf
hess henner
hiv
hume david
idee
identificazione
identità
ideologia
il giornale
il giorno della civetta
imparare democrazia
impegno
indignazione
individuo
informazione
inghilterra
intercettazioni
internet
intimidazione
io
iphone
istruzione
i fiori blu
Άριστοτέλης
Πλάτων
επιστήμη
jonas hans
kant immanuel
kasabian
korogocho
kucinich dennis
la7
laicità
lamb david
lavavetri
lavoro
la nausea
la repubblica
la russa ignazio
la sapienza
la torre pio
legalità
legge 194
legge 40
legge di iniziativa popolare
leggi-vergogna
leggi ad-personam
leggo
lepidezze postribolari
lerner gad
lettera
lettera sulla tolleranza
le figarò
libera
liberacittadinanza
libertà
libertà di opinione
libri
liste civiche
locke john
london
londra
lunità
luttazzi daniele
mafia
magistrati
magistratura
manifesto del futurismo
marinetti filippo tommaso
maroni roberto
marramao giacomo
marx karl
maschera
mass media
mastella clemente
matrimonio
metafisica
metodo
micromega
migranti
monarchia
mondello
morale
morire
mori cesare
morte
musica
mussi fabio
napolitano giorgio
nato
ndrangheta
news
nichilismo
noto
no dal molin
obama barack
oconnor john
omosessualità
opus dei
orgoglio
orioles riccardo
orlando leoluca
oro
ospedali
ospitalità
otto per mille
p2
pace
paideia
palazzo
palermo
pannella marco
pantaleone michele
pardi pancho
parlamento
parlamento pulito
partecipazione
partito democratico
pasolini pierpaolo
passato
paternalismo
pci
pena di morte
pensieri
pentiti
per la pace perpetua
pessimismo
petizione
petrolio
petyx stefania
pietra filosofale
pirani
pitrè giuseppe
pizzo
platone
pnf
politica
pompa pio
porta a porta
potere
preservativo
primarie
prodi romano
prolegomeni
protagora
protesta
pubblica amministrazione
queen thomas
queneau raymond
racket
radioaut
ragione
rai
rame franca
ratzinger joseph
ravera lidia
realtà in sé
regno unito
relativismo
relazioni
relazioni interpersonali
religione
repubblica
republican party
responsabilità
ricerca
ricordi
riflessioni
rifondazione comunista
riforma
riso
romani
romano prodi
ru486
russia
sangue
sanità
sanlibero
sansa ferruccio
santoro michele
satira
satre jean-paul
satta antonio
saviano roberto
scalfari eugenio
scarpino salvatore
scelta
scetticismo
sciascia leonardo
scienza
scritti edificanti
scuola
selva gustavo
senato
sentimenti
servizi segreti
sicilia
sidney
sigonella
sinistra
sinn féin
siragusa alessandra
sismi
sky
sofferenza
sopra il detto comune
sottoscrizione
spesa pubblica
spinoza baruch
stalinismo
stato
stelle
striscia la notizia
studenti
tabacco
tabucchi antonio
tagliavia grazia
talebani
tamaro susanna
tanguy cédric
tecnica
telejato
teodem
teologia
terzo mondo
the supermen
times
tito
tolleranza
tommaso daquino
tortora enzo
tosti luigi
trattato teologico-politico
travaglio marco
tribunali
turchia
tv
uaar
udeur
uguaglianza
uk
una rosa per matteo lo vecchio
unesco
unità
united kingdom
università
usa
utile
utilitarismo
v-day
vaffanculo
valore
valori
val di noto
vangelo
vaticano
vauro
vecchio andrea
vegetti mario
velocità dautomobile
veltri elio
veltroni walter
venezuela
verdi
verità
verità assoluta
veto
viaggi
viaggio
vicenza
video
villabate
vita
voltaire
welby piergiorgio
welcome
welfare
wikipedia
williams duncan
youtube
zagrebelsky gustavo
zingari

Partecipano

Foto recenti

Blog video: Kasabian - Empire
Vedi altri media

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

Heracleum blog & web tools
lunedì, 21 gennaio 2008

Dimissioni Cuffaro

Alessandra Siragusa mi ha inviato una mail in cui mi comunica che l'assemblea costituente del Partito Democratico Palermo ha deciso di presentare questa mozione:

Vista la recente sentenza di condanna del Presidente della Regione Siciliana Cuffaro

Considerato che il reato per il quale è stato condannato è stato perpetrato al fine di tutelare interessi privati di appartenenti a Cosa Nostra

Considerato che è acclarato che le prestazioni sanitarie offerte dalla clinica Villa Teresa di Bagheria di proprietà di Michele Ajello, uno dei condannati con la medesima sentenza, erano pagate dalla Regione ai tempi Ajello decine di volte di più del valore del mercato

Considerato quindi che il reato di favoreggiamento per cui Cuffaro è stato condannato è stato perpetrato ai danni delle siciliane e dei siciliani, sia sotto il profilo etico sia sotto quello economico

Considerato, pertanto, che la permanenza di Cuffaro nella carica di Presidente della regione costituisce un grave rischio per le siciliane e per i siciliani

Chiedono le immediate dimissioni di Cuffaro


Mi sembra una buona proposta. Certo non spero che a seguito di questa mozione Cuffaro si dimetta. Ma, considerando tutti gli attriti e le spaccature all'interno del centro destra all'assemblea regionale, non è detto che non ci scappi una bella crisetta per lo zio vasa-vasa.

C'è anche una petizione da firmare, per mettere un sostanzioso numero dietro la mozione.

martedì, 15 gennaio 2008

14 novembre 2007

Signor Rettore, apprendo da una nota del primo novembre dell'agenzia di stampaApcom che recita: «è cambiato il programma dell'inaugurazione del 705esìmo Anno Accademico dell'università di Roma La Sapienza, che in un primo momento prevedeva la presenza del ministro Mussi a ascoltare la Lectio Magistralis di papa Benedetto XVI». Il papa «ci sarà, ma dopo la cerimonia di inaugurazione, e il ministro dell'Università Fabio Mussi invece non ci sarà più».

Come professore emerito dell'università La Sapienza - ricorrono proprio in questi giorni cinquanta anni dalla mia chiamata a far parte della facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali su proposta dei fisici Edoardo Amaldi, Giorgio Salvini e Enrico Persico - non posso non esprimere pubblicamente la mia indignazione per la Sua proposta, comunicata al Senato accademico il 23 ottobre, goffamente riparata successivamente con una toppa che cerca di nascondere il buco e al tempo stesso ne mantiene sostanzialmente l'obiettivo politico e mediatico.

Non commento il triste fatto che Lei è stato eletto con il contributo determinante di un elettorato laico. Un cattolico democratico - rappresentato per tutti dall'esempio di Oscar Luigi Scalfaro nel corso del suo settennato di presidenza della Repubblica - non si sarebbe mai sognato di dimenticare che dal 20 settembre del 1870 Roma non è più la capitale dello stato pontificio. Mi soffermo piuttosto sull'incredibile violazione della tradizionale autonomia delle università - da più 705 anni incarnata nel mondo da La Sapienza dalla Sua iniziativa.

Sul piano formale, prima di tutto. Anche se nei primi secoli dopo la fondazione delle università la teologia è stata insegnata accanto alle discipline umanistiche, filosofiche, matematiche e naturali, non è da ieri che di questa disciplina non c'è più traccia nelle università moderne, per lo meno in quelle pubbliche degli stati non confessionali. Ignoro lo statuto dell'università di Ratisbona dove il professor Ratzinger ha tenuto la nota lectio magistralis sulla quale mi soffermerò più avanti, ma insisto che di regola essa fa parte esclusivamente degli insegnamenti impartiti nelle istituzioni universitarie religiose. I temi che sono stati oggetto degli studi del professor Ratzinger non dovrebbero comunque rientrare nell'ambito degli argomenti di una lezione, e tanto meno di una lectio magistralis tenuta in una università della Repubblica italiana. Soprattutto se si tiene conto che, fin dai tempi di Cartesio, si è addivenuti, per porre fine al conflitto fra conoscenza e fede culminato con la condanna di Galileo da parte del Santo ufficio, a una spartizione di sfere di competenza tra l'Accademia e la Chiesa. La sua clamorosa violazione nel corso dell'inaugurazione dell'anno accademico de La Sapienza sarebbe stata considerata, nel mondo, come un salto indietro nel tempo di trecento anni e più.

Sul piano sostanziale poi le implicazioni sarebbero state ancor più devastanti. Consideriamole partendo proprio dal testo della lectio magistralis del professor Ratzinger a Ratisbona, dalla quale presumibilmente non si sarebbe molto discostata quella di Roma. In essa viene spiegato chiaramente che la linea politica del papato di Benedetto XVI si fonda sulla tesi che la spartizione delle rispettive sfere di competenza fra fede e conoscenza non vale più: «Nel profondo.., si tratta - cito testualmente - dell'incontro tra fede e ragione, tra autentico illuminismo e religione. Partendo veramente dall'infima natura della fede cristiana e, al contempo, dalla natura del pensiero greco fuso ormai con la fede, Manuele II poteva dire: Non agire "con il logos" è contrario alla natura di Dio».

Non insisto sulla pericolosità di questo programma dal punto di vista politico e culturale: basta pensare alla reazione sollevata nel mondo islamico dall'accenno alla differenza che ci sarebbe tra il Dio cristiano e Allah - attribuita alla supposta razionalità del primo in confronto all'imprevedibile irrazionalità del secondo - che sarebbe a sua volta all'origine della mitezza dei cristiani e della violenza degli islamici. Ci vuole un bel coraggio sostenere questa tesi e nascondere sotto lo zerbino le Crociate, i pogrom contro gli ebrei, lo sterminio degli indigeni delle Americhe, la tratta degli schiavi, i roghi dell'Inquisizione che i cristiani hanno regalato al mondo. Qui mi interessa, però, il fatto che da questo incontro tra fede e ragione segue una concezione delle scienze come ambiti parziali di una conoscenza razionale più vasta e generale alla quale esse dovrebbero essere subordinate. «La moderna ragione propria delle scienze naturali - conclude infatti il papa - con l'intrinseco suo elemento platonico, porta in sé un interrogativo che la trascende insieme con le sue possibilità metodiche. Essa stessa deve semplicemente accettare la struttura razionale della materia e la corrispondenza tra il nostro spirito e le strutture razionali operanti nella natura come un dato di fatto, sul quale si basa il suo percorso metodico. Ma la domanda {sui perché di questo dato di fatto) esiste e deve essere affidata dalle scienze naturali a altri livelli e modi del pensare - alla filosofia e alla teologia. Per la filosofia e, in modo diverso, per la teologia, l'ascoltare le grandi esperienze e convinzioni delle tradizioni religiose dell'umanità, specialmente quella della fede cristiana, costituisce una fonte di conoscenza; rifiutarsi a essa significherebbe una riduzione inaccetabile del nostro ascoltare e rispondere».

Al di là di queste circonlocuzioni (i corsivi sono miei) il disegno mostra che nel suo nuovo ruolo l'ex capo del Sant'uffizio non ha dimenticato il compito che tradizionalmente a esso compete. Che è sempre stato e continua a essere l'espropriazione della sfera del sacro immanente nella profondità dei sentimenti e delle emozioni di ogni essere umano da parte di una istituzione che rivendica l'esclusività della mediazione fra l'umano e il divino. Un'appropriazione che ignora e svilisce le innumerevoli differenti forme storiche e geografiche di questa sfera così intima e delicata senza rispetto per la dignità personale e l'integrità morale di ogni individuo.

Ha tuttavia cambiato strategia. Non potendo più usare roghi e pene corporali ha imparato da Ulisse. Ha utilizzato l'effige della Dea Ragione degli illuministi come cavallo di Troia per entrare nella cittadella della conoscenza scientifica e metterla in riga. Non esagero. Che altro è, tanto per fare un esempio, l'appoggio esplicito del papa dato alla cosiddetta teoria del Disegno Intelligente se non il tentativo - condotto tra l'altro attraverso una maldestra negazione dell'evidenza storica, un volgare stravolgimento dei contenuti delle controversie interne alla comunità degli scienziati e il vecchio artificio della caricatura delle posizioni dell'avversario - di ricondurre la scienza sotto la pseudo-razionalità dei dogmi della religione? E come avrebbero dovuto reagire i colleghi biologi e i loro studenti di fronte a un attacco più o meno indiretto alla teoria danwiniana dell'evoluzione biologica che sta alla base, in tutto il mondo, della moderna biologia evolutiva?

Non desco a capire, quindi, le motivazioni della Sua proposta tanto improvvida e lesiva dell'immagine de La Sapienza nel mondo. Il risultato della Sua iniziativa, anche nella forma edulcorata della visita del papa (con «un saluto alla comunità universitaria») subito dopo una inaugurazione inevitabilmente clandestina, sarà comunque che i giornali del giorno dopo titoleranno (non si può pretendere che vadano tanto per il sottile): «Il Papa inaugura l'Anno Accademico dell'Università La Sapienza».

Congratulazioni, signor Rettore. Il Suo ritratto resterà accanto a quelli dei Suoi predecessori come. simbolo dell'autonomia, della cultura e del progresso delle scienze.

Marcello Cini

www.aprileonline.info

lunedì, 14 gennaio 2008

Chiediamo i danni a Cosa Nostra!

Ho firmato questa petizione. Ne ho avuto notizia da Stefania Petyx, su Striscia la Notizia. Ho sentito lei, e soprattutto ho sentito i ragazzi di Ammazzatecitutti e Sonia Alfano. La Alfano, figlia di Beppe Alfano, gira le scuole e le piazze d'Italia per sensibilizzare i ragazzi, rispetto al problema mafia; in pratica è come se avesse raccolto il testimone lasciato da Rita Borsellino, che essendo deputata regionale, non può certo girare come faceva prima, anche se è di questi giorni il suo "Viaggio in Sicilia: un viaggio per ascoltare e per tirare le somme su un anno e mezzo di lavoro". (per capire il valore di Sonia Alfano, leggetevi il suo dialogo con Clemente Mastella, pubblicato su Micromega 6/2007)
Ritornando alla petizione, la condivido per lo più: il punto 3 della legge proposta non mi convince affatto:
"3. la stessa legge dovrà prevedere una piena assimilazione agli affiliati a Cosa Nostra, con la conseguente responsabilità solidale per danni verso la Regione Siciliana, dei pubblici amministratori condannati in via definitiva per favoreggiamento alla mafia."
Una proposta del genere, sottende una concezione dell'atteggiamento mafioso, piuttosto che della mafia. Mi spiego: se assimili chi aiuta la mafia, con i mafiosi (cioè affiliati a Cosa Nostra) è perché concepisci la mafia non come organizzazione, ma come atteggiamento, ethos, e quindi chi si comporta in un certo modo è mafioso.
Questo non aiuta certo né nei processi, né nello studio della mafia: perché se contestiamo il comportamento, allora
è più facile trovare contro-argomenti, tipo quello di Pitrè: è un atteggiamento tipico del siciliano, che esprime virilità e onore e appartenenza; omertà proviene da homo, si tratta quindi di un'espressione di virilità ...  e altre stronzate del genere, uscite dalla penna dell'importante etno-antropologo. Se la mafia è un atteggiamento, sarà facile anche affermare che la mafia non esiste, come hanno fatto e continuano a fare in molti (un esempio? Dell'Utri!).
Cosa Nostra è un associazione segreta di tipo massonico, il mafioso è l'affiliato a questa associazione, cioè è colui che dopo un rito d'iniziazione è stato accettato all'interno dell'associazione. Se non siamo tutti d'accordo su questa acquisizione minima, sarà difficile fare passi avanti nella lotta alla mafia.

PS: ho avuto poche risposte riguardo la mia proposta su università e libri. Date un'occhiata e ditemi che ne pensate, la prossima settimana incontrerò un rappresentante al consiglio di Facoltà, che ha detto che la proposta è interessante, per vedere quello che si può realmente (reale nel senso pieno della parola tedesca wirklich, cioè ciò che ha effetti) fare.
venerdì, 04 gennaio 2008

A modest proposal

Ho quest'idea da un po' di tempo. Penso sia giunto il tempo di renderla dominio pubblico. È una proposta di ricerca per l'università, interessante per i suoi effetti. Spesso no so da dove cominciare per esporla, se dagli effetti, dalle motivazioni (strettamente collegati) o dalla proposta in sé. Vediamo.

Si tratta di tradurre le opere patrimonio dell'umanità. Si dirà: che bravo, che ideona, ma va! Invece è un'idea che ha un senso. Le opere verrebbero pubblicate dall'università senza copyright, mettendole a disposizione di tutti. Per farvi capire da dove nasce quest'idea vi racconterò un aneddoto.

Palermo, primi giorni per me di università (ottobre 2005). La professoressa Ersilia Caramuta (Propedeutica filosofica) espone il programma, e tra i testi ci sono i libri Α e Γ della Metafisica di Aristotele. Molti compagni scelgono di fotocopiare le parti interessanti, valutando sconveniente acquistare l'intero testo per studiarne una piccola parte. Rimasi sconcertato; pensai: ma se non compra la Metafisica, uno studente di filosofia che deve acquistare?
Se andate in libreria e cercate la Metafisica trovare alcune importanti traduzioni: quella di Viano (UTET, € 12.90), quella di Reale (Bompiani, € 17), quella di Russo (Laterza, € 24), più l'edizione preziosa sempre a cura di Reale (Bompiani, € 36).

Come vedete, anche per un'edizione economica bisogna spendere almeno € 12.90. Si dirà: ma si tratta di traduzioni importanti, che hanno un certo valore. Ok, non contesto il valore del lavoro di Viano e Reale. Contesto il fatto che chi volesse leggere l'opera di Aristotele deve spendere almeno 13 €, e questo non va bene; perché allontana chi non vuole spendere, o chi non può spendere questa cifra, dalla fruizione dell'opera di Aristotele. Si possono fare infiniti esempi. Non tutti i libri sono pubblicati dalla NewtonCompton, che tra l'altro non sempre fornisce traduzioni all'altezza.
Che fare allora? Fotocopiare le parti "per dare l'esame" e buonanotte? No, io penso che non si può accettare tutto ciò, partendo da una semplice osservazione: le opere di questi autori sono senza copyright. (ti immagini qualcuno che viene a chiedere denaro in quanto erede di Aristotele? ;-P). Il progetto sarebbe questo:


i dipartimenti di lingue, di filosofia, di studi antichi della facoltà di Lettere e Filosofia, potrebbero organizzarsi per questo immenso progetto: la traduzione delle opere classiche della letteratura e della filosofia (almeno questo, si potrebbe lavorare anche sui saggi scientifici e matematici), e la conseguente pubblicazione con testo a fronte e piccolo appartato di note.

Che intendo per pubblicazione? Il deposito dei testi in .pdf nei centri stampa e on-line, scaricabili da una sezione del sito della facoltà. Così l'unico costo di questi testi sarebbe la carta per stamparli. Si dirà, e le università dovrebbero fare un grande lavoro di ricerca (perché qui si suppone, ovviamente, un lavoro serio e traduzioni eccellenti) per pubblicare una traduzioncina col testo originale e un po' di note? Certo che no, il lavoro di ricerca non verrà certo buttato, quindi per ogni opera tradotta si potrebbe pubblicare un volume con ampi apparati di note, introduzioni, indicazioni metodologiche, pre- e post-fazioni, saggi, etc.

In pratica per ogni opera avremmo (sul modello delle due opere Bompiani):
a) la versione per tutti, praticamente gratis, con l'eccellente traduzione e il testo a fronte e le note indispensabili;
b) la versione per studiosi, con la stessa traduzione, ma con un ampio apparato di note e saggi.

L'università così avrebbe fatto un grande lavoro di ricerca che pubblicherebbe nel volume "b", e col volume "a" avrebbe fatto un grande servizio alla comunità.

Il progetto era stato pensato in origine per la mia facoltà, ma con opportuni accordi di ricerca tra le università italiane, e perché no anche internazionalmente con traduzioni nelle varie lingue, si potrebbe snellire e velocizzare il lavoro.
Lasciamo perdere comunque ogni allargamento, e iniziamo a concepire tutto ciò per una sola facoltà, avremmo questa situazione:
un progetto che impegnerà ricercatori e studenti per almeno due generazioni (vi rendete conto dell'enormità del patrimonio culturale mondiale?), quindi lavoro per ricercatori (che da precari potrebbero così essere assunti per questo progetto a lunghissimo termine) e neo-laureati in lingue, filologia e filosofia.

Un progetto che sarebbe conseguenza di una politica veramente di sinistra, che in Italia, anche nelle università e nei consigli di facoltà è praticamente inesistente. Forse perché troppo di sinistra (il progetto), l'unico rappresentante degli studenti a cui ho fatto questa proposta, la mia amica Marta di CL,  snobbando il progetto, mi ha risposto: "e l'università che ci guadagna?". È davvero deprimente che uno studente di filosofia (la disciplina disinteressata per eccellenza) concepisca la cultura come fonte di guadagno per chi la diffonde. La cultura è un diritto di tutti, poi sta ad ognuno decidere se fruirne o meno, ma tutti devono avere la possibilità di poterne davvero fruire. E così tutti potranno davvero avere a disposizione la cultura, basterà una connessione a internet o pochissimi euro al centro stampa.

Le parole chiave di questo progetto potrebbero essere: copyleft, sinistra, cultura per tutti, diritti, lavoro, università, studenti e ricerca.

È importante adesso per me vedere che ne pensate, non è importate che siate di Palermo o studenti universitari, ma è bene che nel commento lo specifichiate. Le reazioni (il cosiddetto "feedback") sono molto importanti, perché ho intenzione di proporre il progetto ai consiglieri di facoltà, quindi è importante sapere che ne pensa il maggior numero di persone. La mia non è una provocazione così tanto per farla, non è un sasso gettato ritirando il braccio per vedere l'effetto che fa, si tratta di un progetto serio, vorrei raccogliere delle adesioni, firme virtuali, e vere nella mia facoltà. Intanto aprirò un topic nel forum della mia facoltà, con il collegamento a questo post, e vediamo che ne viene.