Siamo entrati in una fase politica dominata dall'urgenza, qualche volta reale ma assai più spesso inventata e suscitata artificialmente. L'urgenza diventa emergenza, l'emergenza diventa eccezionalità. Il governo opera come se ci trovassimo in condizioni di stato d'assedio o in presenza di enormi calamità naturali; i decreti si susseguono; i testi dei provvedimenti finanziari sono approvati in nove minuti senza che nessuno dei componenti del governo ne abbia preso visione; la velocità diventa un valore in sé indipendentemente dal merito; la schedatura dei "rom" e dei loro bambini deve essere eseguita a passo di carica; tremila militari debbono affiancare trecentomila poliziotti e carabinieri per dare ai cittadini la sensazione di una minaccia incombente ed enorme e al tempo stesso la rassicurazione dell'intervento dell'Esercito per dominarla.
E. Scalfari, Un disegno perverso e autoritario, La Repubblica, 13 luglio 2008
"La velocità diventa un valore in sé indipendentemente dal merito"
Mi ricorda qualcosa:
4-Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità
5-Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita
F. T. Marinetti, Manifesto del futurismo, Le Figarò, 20 febbraio 1909
Ci sono svariate affinità tra il delirio futurista, ultimo frutto avvelenato di una scellerata interpretazione del positivismo (peraltro fuori tempo massimo, la crisi delle scienze era già cominciata...) e l'ideologia sottesa all'operato di questo governo. Forse "sottesa" non è l'attributo giusto, visto che l'unica idea-base di tutti i governi Berlusconi è sempre stata: "facciamo tutto quel che si può fare, e anche quello che non si può, non importa, pur di bloccare possibilmente tutti i processi del gran capo". Questo è il vero sostrato della politica del centro-destra dal 1993. E certamente non dico nulla di nuovo. Poi ci sono le "sovrastrutture" ovvero quello che questo governo comunica. E gli ultimi punti del Manifesto di Marinetti mi sembrano migliori di ogni mio impacciato discorso per rappresentarle:
9-Noi vogliamo glorificare la guerra-sola igene del mondo-il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore
10-Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria
11-Noi canteremo le locomotive dall'ampio petto, il volo scivolante degli areoplani. E' dall'Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo
F. T. Marinetti, Manifesto del futurismo, op. cit.
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mirko1004 alle ore 14:38 |
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