La Repubblica ha pubblicato l'11 ottobre un interessante articolo di Thomas L. Friedman. L'autore riflette sulla situazione giovanile, dopo un tour tra college americani. Egli si dice perplesso e impressionato:
"Sono impressionato perché sono molto più ottimisti e idealisti di quello che dovrebbero essere. Sono perplesso perché sono molto meno radicali e impegnati politicamente di quel che sarebbe necessario."
È questo il punto centrale del suo articolo, che esprime già dalle prime righe e sviluppa in tutto il suo scritto. Dopo l'11 settembre il suo più grande timore era che i giovani non potessero viaggiare liberamente per il mondo come i giovani della sua generazione: questo timore non si è realizzato, i giovani viaggiano e si impegnano in progetti di aiuti sociali a chi è più in difficoltà; ma tutto accade in un clima di apatia verso ciò che sta accadendo: "quando penso all'enorme disavanzo del budget, al deficit della Social Security e ancor più al deficit ecologico che la nostra generazione sta rifilando loro, se non stanno ancora schiumando di rabbia significa soltanto che non vi prestano attenzione." Per questo motivo ha nominato la nostra generazione Generazione Q, dove Q sta per quieta: "ma la Generazione Q forse è troppo quieta, troppo online, per fare il proprio bene e quello del Paese." "L'America ha un grande bisogno della scossa dell'idealismo, dell'attivismo e dell'indignazione (deve pur esserci anch'essa) della Generazione Q. Ecco a che cosa servono i ventenni: ad accendere il fuoco sotto i piedi del Paese. Ma non potranno farlo via posto elettronica e una petizione online o un click di mouse per promuovere la neutralizzazione delle emissioni di gas serre non inciderebbero affatto. Devono organizzarsi in modo tale da costringere i politici a prestare loro attenzione". Ecco che l'obiettivo della critica di Friedman diventa chiaro: i giovani credono di poter far qualcosa attraverso l'uso del loro strumento privilegiato di comunicazione, internet, ma non si rendono conto che il potere non viene minimamente scalfito via internet, se a questo non segue un impegno "fisico": "L'attivismo può soltanto essere oggetto di un "upload" alla vecchia maniera da parte di giovani elettori che nei loro campus o a Washington Mall scendono in strada in massa per gridare al potere la loro verità. Faccia a faccia. La politica virtuale è, per l'appunto, soltanto questo: virtuale."
Prima di ragionare sulle conclusioni di Friedman vorrei soffermarmi sul problema iniziale: i giovani sono molto più ottimisti e idealisti di quello che dovrebbero essere, ma sono molto meno radicali e impegnati politicamente di quel che sarebbe necessario; e vorrei farlo proponendovi questo scritto:
L'uomo circuito dai mass media è in fondo, fra tutti i suoi simili, il più rispettato: non gli si chiede mai di diventare che ciò che egli è già. In altre parole gli vengono provocati desideri studiati sulla falsariga delle sue tendenze. Tuttavia, poiché uno dei compensi narcotici a cui ha diritto è l'evasione nel sogno, gli vengono presentati di solito degli ideali tra lui e i quali si possa stabilire una tensione. Per togliergli ogni responsabilità si provvede però a far sì che la tensione si risolva in una proiezione e non in una serie di operazioni effettive volte a modificare lo stato delle cose. Insomma, egli si chiede di diventare un uomo con il frigorifero e un televisore da 21 pollici; in compenso gli si propone come ideale Kirk Douglas o Superman. L'ideale del consumatore di mass media è un superuomo che egli non pretenderà mai di diventare, ma che si diletta a impersonare fantasticamente, come si indossa per alcuni minuti davanti a uno specchio un abito altrui, senza neppur pensare di possederlo un giorno.
Questo scritto di Umberto Eco, Fenomenologia di Mike Bongiorno, risuona tanto attuale quanto è invece datato: 1961. Le cose oggi sono cambiate, ma nella sostanza lo schema interpretativo di Eco è, secondo me, sempre valido: anziché chiederti di avere il frigorifero, ti si chiede di comprare ogni due mesi l'ultimo modello della tecnologia telefonica o informatica e ti viene dato come sfogo la vita favolosa e "quasi possibile" di Veronica Mars o le fantasmagoriche avventure di Heroes: i modelli proposti non sono certo emulabili e tu lo sai, ma ti diletti a pensarti lì o colì, sfoghi così le tue ambizioni represse, e ritorni ad essere quello che vogliono che tu sia: un consumatore incallito, spasmodicamente in attesa dell'uscita del nuovo modello Nokia.
Si dirà, che c'entra Eco con Friedman? Beh la mia interpretazione è questa: l'ottimismo e l'idealismo continuano a sopravvivere, nonostante non si trovino buone e oggettive ragioni guardandosi intorno, nella dimensione virtuale, nel sogno ad occhi aperti: qui la realtà continua ad essere pessima, ma (evitando ogni possibile analisi rigorosa) prima o poi si aggiusterà, cambierà, migliorerà, io intanto metto una firma digitale qui, diffondo questa petizione, esprimo la mia indignazione sul mio blog e mi metto la coscienza a posto, nella realtà vera mi ammazzo di lavoro e studio per dare un senso ai debiti che hanno fatto i miei genitori per mandarmi al college: per sopravvivere e tirare avanti mi stordisco con la TV, i videogames o peggio ancora droghe.
Come uscirne? Con l'impegno. Impegno pratico, scendendo "in strada in massa per gridare al potere la nostra verità". Con questi propositi internet da madre del divertissement diventa uno strumento prezioso per mettere la gente in contatto e l'esperienza del V-day potrebbe essere qualcosa in quest'ottica. Ma l'impegno deve essere giornaliero e la pressione non deve essere allentata.
Io, intanto, sto pensando di andare a Roma, per la manifestazione del 20 ottobre, organizzata dalle sinistre per chiedere al Governo di attuare il programma, in quei punti a lungo colpevolmente trascurati:
-lavoro: dignità e sicurezza, cancellazione dello "scalone" Maroni e dei disastri della legge cosiddetta Biagi;
-sociale: riequilibrio della ricchezza, diritto al reddito e all'abitare;
-laicità: no discriminazioni di genere, legge sulle unioni civili;
-cittadinanza: chiusura dei Cpt, superamento della legge Bossi-Fini, diritti ai migranti;
-pace: taglio spese militari, no Dal Molin, ritiro dall'Afghanistan, no scudo stellare;
-ambiente: acqua pubblica, tutela e rispetto dell'ambiente;
-legalità: vera e seria lotta alla mafia.
per info: http://www.20ottobre.org/, http://www.20ottobre-palermo.org/
riccardo orioles <riccardoorioles@sanlibero.it>
La Catena di San Libero
23 maggio 2007 n. 353
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Adesso ci riproviamo, sperando che sia la volta buona, scusandoci con i lettori che hanno ricevuto questo numero tre volte e con quelli che invece lo ricevono solo ora. [shining]
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Pasolini, molti anni fa, diceva alcune cose antipatiche sul fascismo. Distingueva il fascismo-fascista, quello storico, che pero' non riusciva a distruggere (in quanto elitario, in fondo) la cultura profonda delle classi popolari; e il fascismo-postfascista, quello contemporaneo a lui, che invece riusciva a penetrarvi grazie alla massificazione, al conformismo, al consumo e insomma a un'egemonia totalizzante dei valori che prima erano considerati (in
Bookmark: http://www.enniobonfanti.netsons.org/images/Elezioni/urna4.jpg
(urne elettorali per la strada, in un paesino della Sicilia)
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http://www.enricocisnetto.it/articolo.aspx?ID=7022&sez=Spazio%20Aperto&evi=caripe_
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[carlo
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< In un Suo articolo del giugno 2000 si riporta un episodio di aggressione a sfondo sessuale compiuta da alcuni ragazzi italiani, tra i quali era stato implicato in un primo momento anche il mio cliente signor Valerio Collettini, ai danni di due turiste straniere che si trovavano alla fermata dell'autobus di Largo di Torre Argentina e Roma. Da tale episodio era scaturito il Procedimento Penale n. 40625/00 R.G. N.R., conclusosi con Sentenza emessa dal Tribunale di Roma in data 7 luglio 2000. La Sentenza ha assolto il signor Valerio Collettini con la formula piu' ampia "per non aver commesso il fatto". La invito quindi provvedere alla rettifica di quanto apparso sull'articolo. Rimango a Sua disposizione per qualsiasi chiarimento >
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Gentile avvocato, siamo lieti dell'innocenza del Suo cliente, che volentieri comunichiamo ai lettori. Fa sempre piu' piacere dare le buone che le cattive notizie. Questa in particolare, ripresa dalle agenzie-stampa e dai quotidiani dell'epoca, ci aveva indotto in errore e senz'altro ne diamo atto al signor Collettini. (r.o.)
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< Caro R., i risultati elettorali in Sicilia con accluso sorriso ultraumano di Cammarata mi hanno ispirato un'idea: costruire un sito web contenente foto di schede elettorali votate in tutti i modi possibili: l'elettore siciliano potra' scaricare il file .jpg da mandare al capobastone di riferimento, e nel segreto dell'urna votare secondo cio' che detta il suo cuore >
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< La nostra cooperativa sociale "Lavoro e Non Solo" ha recentemente subito un grave atto intimidatorio nei vigneti confiscati alla mafia di contrada Pietralunga, nel territorio tra Corleone e Monreale. Oltre 700 delle 1000 viti del terreno sono state gravemente danneggiate da ignoti che ne hanno scientificamente asportato le gemme. Il danno subito e' ingente, la produzione di vino del 2008 e' compromessa. Il lavoro della cooperativa non si ferma davanti a questo, e la mattina di sabato 12 maggio, quando il prefetto e il questore di Palermo, insieme al presidente della Commissione nazionale antimafia si sono recati sui terreni per portare la solidarieta' delle Istituzioni, hanno trovato i soci della cooperativa intenti a coltivare i terreni: questo gesto e' per noi la risposta piu' significativa alle intimidazioni ricevute. "Lavoro e Non Solo", cooperativa nata all'interno dell'esperienza dell'Arci e tra le piu' significative concretizzazioni di anni di Carovane Antimafia, e' una delle cooperative che insieme a Libera porta avanti il progetto Libera Terra >
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< L'ex ministro Salvo Ando' aderira' al nascente partito democratico in occasione dell'assemblea costituente del prossimo ottobre. Ando' che capeggia la corrente di dissenso all'interno dei socialisti democratici, ha gia' avviato contatti con la presidente dei Ds a palazzo Madama, Anna Finocchiaro, che sta trattando per un posto nella direzione nazionale" ("Centonove", 11 mag. 2007). La notizia potra' scandalizzare i pochi che ancora ricordano i benfatti del nuovo acquisto (gia' proconsole di Craxi in Sicilia, uscito per prescrizione da processi per mafia e tangenti, frequentatore delle cene di Previti, denigratore dei giudici di Palermo, ecc. ecc.), ma non stupisce. Cosa aspettarsi dopo che un segretario Ds ha riabilitato Craxi, lo ha persino messo nel Pantheon accanto a Berlinguer, salvo poi, per salvare la faccia, ...abolire il Pantheon? >
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< "La mafia - ora lo dice anche Napolitano - e' una specie di nuovo fascismo che opprime quattro regioni del paese". Come i fascismi ha anche una certa consistenza di base, un controllo militare del territorio, una zona grigia che fa finta di non vedere e una minoranza che si oppone rischiando il lavoro, l'incolumita' e spesso la vita. La base di massa e' data dalla manovalanza giovanile che rispetto alla precarieta' o inesistenza del lavoro preferisce "vivere pericolosamente" e tentare di arricchirsi rapidamente (lo racconta bene il libro di Saviano). La zona grigia e' data dal ceto medio e dall'intellettualita' che in vario modo con la mafia non solo convive ma ci fa affari. E l'egemonia e' esercitata da gran parte della classe dirigente, sostanzialmente permeata dalle cosche (e' il concetto di "borghesia mafiosa" proposto da Mario Mineo e ripreso da Umberto Santino). Bisogna capire come si puo' lottare il fascismo, dall'interno e dall'esterno, cosi' come ci preoccupiamo (quando lo facciamo) di aiutare l'opposizione birmana, gli studenti democratici iraniani, o, anni fa, l'opposizione al franchismo. Per esempio con denunce e volantini anonimi, scritte clandestine sui muri, raccolta di fondi degli antifascisti all'estero, e la richiesta a tutti i democratici di rompere i rapporti con le dirigenze politiche che amministrano quelle regioni (che non possono semanticamente essere definite "amministrazioni democratiche"). Anche perche' il contagio si va estendendo e gia' gran parte del litorale laziale e' nelle mani della camorra >
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< Ero segretario generale della Cgil siciliana quando Pio La Torre fu mandato dalla Direzione del Pci a guidare il partito in Sicilia. Pio La Torre fu ucciso perche' la mobilitazione dei siciliani contro i missili a Comiso era diventata una poderosa leva per un radicale cambiamento dei rapporti politici e sociali nell'Isola. A Comiso convenivano centinaia di migliaia di persone, in particolare di giovani, certo per protestare contro l'installazione della base missilistica ma consapevoli di rappresentare tutti insieme una nuova forza per operare una radicale rivoluzione civile in Sicilia. Pio mi diceva: "Sto scuotendo l'albero della Sicilia. Cadranno frutti abbondanti per un futuro migliore!". Lo scardinamento dell'equilibrio siciliano avveniva attraverso la leva della mobilitazione per la Pace e l'attacco frontale alla mafia. Pio chiamava i mafiosi per nome e cognome! Questi ultimi venticinque anni spiegano bene la necessita' della sua morte per il potere. Il movimento con epicentro Comiso e la Mafia si e' spento e le speranze di decine di migliaia di giovani si sono oscurate. Oggi abbiamo la Regione di Cuffaro che vuole privatizzare l'acqua e che ha prodotto una riforma dello Statuto che la trasforma in una satrapia
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Beati i deboli, perche' saranno consolati da Previti.
Beati i deboli, perche' erediteranno i debiti dei genitori.
Beati i deboli che hanno fame e sete della ingiustizia, perche' saranno saziati.
Beati i deboli, perche' troveranno il pusher sotto casa.
Beati i deboli, perche' vedranno la televisione di Stato.
Beati i deboli, perche' saranno chiamati populisti.
Beati i deboli a causa della giustizia, perche' di essi e' il regno di Regina Coeli.
Beati voi deboli quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, vi diranno demagoghi per causa mia >
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