Il controllo dell'emotività è molto importante per la gestione delle relazioni inter-personali, ma non nel senso di una repressione delle emozioni. Ora mi spego.
Un tempo (non troppo lontano a dir il vero, diciamo intorno a tre anni fa) non ero affatto bravo a gestire le mie reazioni emotive, che spesso, anche in situazioni tra di loro disparate, si manifestavano come imbarazzo: quindi arrossimenti, balbettamenti, incapacità di dare una qualsivoglia risposta efficace allo stimolo che mi veniva mandato (affetto, rimprovero, rabbia, amicizia, ecc....); mettendomi adesso nei panni dei miei interlocutori, capisco che probabilmente potevano recepire due tipi di sensazioni riguardo il mio atteggiamento, dipendenti dalla loro sensibilità: disinteresse o senso di inettitudine.
Attraverso un controllo della mia emotività adesso riesco a far trasparire meglio quello che provo. Non è stato facile, è stato un processo graduale. In un primo momento, sono diventato capace di controllarmi, fino alla quasi impertubabilità di fronte alle diverse situazioni. Dopo ho lavorato, anzi sto lavorando sui modi per far trasparire quello che provo. Diciamo che ci sto riuscendo, sto riuscendo a mutare quel mio atteggiamento molto "abbottonato" nei confronti del mondo, quasi impaurito dalla possibilità di mettermi in discussione: invece, solo mettendosi in discussione rischiando nel mondo si può avere la possibilità di migliorarsi.