Sfogliando il Corriere della Sera di oggi (11/08/07, gratis con la Gazzetta dello Sport), a pag.15 ho trovato un'interessante notizia.
Giovedì sera la rete televisiva Logo (USA) ha trasmesso un «botta e risposta» tra sei candidati alle primarie del Partito Democratico americano e il gruppo Human Rights Campaign. L'argomento del dibattito era l'omosessualità, con riguardo alle unioni civili e ai matrimoni. Posto le risposte di quattro candidati (Clinton, Obama, Edwards, Kucinich) alle domande sui matrimoni per gli omosessuali.
Hillary Clinton
Joe Solmonese: Perché è contraria ai matrimoni gay?
«Preferisco pensare alla mia posizione come molto favorevole alle unioni civili... È una posizione personale... Secondo me, abbiamo espresso con chiarezza nel nostro Pese che crediamo nell'uguaglianza. Il dibattito attuale è su come raggiungere la completa uguaglianza».
Melissa Etheridge: Quando tuo marito fu eletto presidente... fu un momento di grandi speranze per la comunità gay. Per la prima volta eravamo riconosciuti come cittadini americani. Era meraviglioso. Eravamo così pieni di speranze. Ma tutte le grandi promesse che ci erano state fatte sono state infrante... Ora, tanti anni dopo, cosa farai tu per essere diversa da allora?
«Beh, sai, Melissa, ovviamente non la vedo proprio come te, ma rispetto il tuo modo di sentire in proposito. Penso che certamente non siamo riusciti ad ottenere quanto avremmo voluto, ma credo che ci furono molti onesti tentativi da parte del presidente, del vicepresidente e di noi tutti per mantenere l'attenzione sulla questione».
Margaret Carlson: La religione detiene il controllo della parola «matrimonio» e lei lascia che lo faccia, acconsentendo invece solo alle unioni civili. Ma non crede che siano un diritto minore?
«Nel modo in cui le propongo (le unioni civili, ndr) non sarebbero una cosa minore. Guardi, secondo alcuni le definizioni sono importanti, ma quello che interessa a me è garantire che i diritti siano garantiti alle persone. E se le unioni civili saranno pienamente applicate e riconosciute, alle persone verranno garantiti i diritti civili secondo la legge, e la mia convinzione è questo sarebbe un enorme progresso».
Jonathan Capehart (Washington Post): Non è poco per un candidato il cui slogan elettorale è il «cambiamento»?
«Oh, non scherziamo. Possiamo avere questa conversazione per tutti i 15 minuti, ma c’è una regione per cui sono venuto qui subito… In passato ho già lavorato con la comunità gay. Il mio scopo è stato e continuerà ad essere quello di fare in modo che (il governo, ndr) garantisca pari diritti a tutti. Credo di poter soddisfare questo obiettivo. E non faccio promesse che non posso mantenere».
Melissa Etheridge: In passato lei ha espresso fastidio nei confronti dei gay. Si sente a proprio agio qui?
«Sono perfettamente a mio agio e le posso dire che quelle cose non sono vere. Qualcun altro le ha dette e non sono vere, non sono vere. Le ha dette un consulente politico (l’ex consulente di Edwards Bob Shrum, in un libro, ndr) e si è sbagliato».
Le scuole pubbliche dovrebbero insegnare ai bambini che esistono anche famiglie gay?
«Sì, certo che dovrebbero. I bambini che frequentano le scuole pubbliche dovrebbero capire perché i genitori di alcuni compagni sono gay. Devono capire che queste sono famiglie americane come tutte le altre… E dobbiamo garantine alle coppie gay e lesbiche gli stessi diritti ad adottare bambini».
Joe Solmonese: La sua religione le impedisce di accettare i matrimoni gay?
«Non cercherò di imporre le mie credenze religiose sulla popolazione americana… Credo fermamente nelle unioni civili e nei diritti fondamentali che le caratterizzano e credo che dobbiamo sbarazzarci con urgenza del Defense of Marriage Act. Credo in queste e altre cose, ma non credo nel matrimonio gay».
Jonathan Capehart: Lei sembra sostenere tutto quello che la comunità gay vuole. C’è qualcosa su cui dissente?
«No. La questione in realtà è se uno crede o no nell’uguaglianza. Voglio dire, vedo quel simbolo là che dice “uguale”, ed è lo stesso che ho nel mio ufficio a Washington D.C., e immagino quel simbolo dentro un cuore. Perché la questione di cui stiamo parlando è l’amore umano. E non c’è potere più grande sulla terra dell’amore umano. Quando uno capisce che cos’è la vera uguaglianza, capisce anche che le persone che si amano l’un l’altro devono avere l’opportunità di esprimere questo sentimento in modo significativo. E lo Stato non dovrebbe intervenire contro le persone. Lo Stato dovrebbe agire in nome delle persone».
Crede che Edwards e Obama sostengano effettivamente l’uguaglianza?
«Io sostengo la vera uguaglianza. È facile essere qui e prendere posizione in difesa di un principio importante… Il presidente dovrebbe essere una guida in simili questioni, per rispettare il potere dell’amore umano. Se lo porti dentro di te, può cambiare le cose».
Se già aveva attirato le mie simpatie, adesso Dennis Kucinich è sempre di più il mio preferito per le primarie per il Partito Democratico. Se fossi un cittadino americano voterei per lui.
PS: per orientarvi tra i candidati alle primarie potreste utilizzare questo schema riassuntivo (almeno per le linee generali).