Ho inviato una mail a Francantonio Genovese (francantoniogenovese@yahoo.it), segretario regionale del PD in Sicilia. (A scanso di equivoci, e di mail non lette, ho inviato anche due fax ai numeri: 0906415771 e 0902920686). Ecco il testo:Caro segretario,
le scrivo per sollecitarla riguardo un problema che mi sta molto a cuore, e non solo a me certamente: la candidatura alla presidenza della Regione Sicilia, espressa dal centro-sinistra.
Sono un palermitano di ventun anni, e studio filosofia all'Università di Palermo.
Penso che per svariati motivi, sia da considerare una sola candidatura: quella di Rita Borsellino. La prima ragione è quella della legittimità: la Borsellino è stata scelta dagli elettori dell'Unione, alle scorse primarie. Essa soddisfa una delle condizioni di legittimità ed è anzi l'incarnazione di quella VERA novità rappresentata dalle elezioni primarie; ripeto, la VERA novità introdotta in questi anni dall'Ulivo-GAD-FED-Unione e adesso dal Partito Democratico. In quanto segretario in Sicilia del PD, non potrà sottovalutare l'importanza che questo strumento democratico ha per il suo partito. Si potrà dire che Rita Borsellino ha vinto le primarie per le elezioni regionali del 2006, e che questo non la rende automaticamente il candidato per queste nuove consultazioni. E qui vengo alle altre ragioni: Rita Borsellino in questo anno e mezzo di lavori all'Assemblea Regionale ha rappresentato il punto di riferimento per quel che riguarda il centro-sinistra in Sicilia. Il suo carisma è davvero in grado di attirare consensi e, soprattutto, partecipazione, amore per una nuova stagione di cambiamento per la Sicilia. Nonostante gli impegni all'ARS, ha continuato a girare la Sicilia, continuando a portare ovunque quella testimonianza di impegno e di lealtà che sono il tratto caratterizzante della sua esperienza politica. Prova di questo impegno sono l'esperienza di "un'altra storia" e il "viaggio in Sicilia" recentemente iniziato. E poi, caro segretario, Rita, sì, mi sento proprio di poterla chiamare unicamente per nome, e adesso le spiego perché; Rita dicevo, ha una capacità più unica che rara nel desolato panorama politico degli ultimi tempi: mi fa VERAMENTE sperare e mi fa VERAMENTE sognare. Rita è l'unico politico a cui io dono completamente la mia fiducia, e non per simpatia, non per populismo (che in me non attecchisce per niente: studio filosofia, e personalmente approfondisco le tematiche sociali, della cittadinanza e politiche; insomma, è difficile inFinocchiarmi), ma perché penso che 16 anni di battaglie e testimonianza VERA in giro per l'Italia, meritino tutta la mia fiducia.
Insomma, on.Genovese, è Rita l'unica candidata possibile per il centro-sinistra, è Rita l'unico trait-d'union tra il PD e il resto della sinistra, oggi più che mai dopo la scelta di Veltroni di correre da solo alle elezioni politiche.
Infine vorrei ricordarle l'Appello degli Intellettuali e degli artisti, che conta un numero sempre più grande di firme (le consulti lei stesso http://www.ritaborsellino.it/image2/appelloaltre.html)
Sperando che quest'appello non cada nel vuoto, porgo distinti saluti.
Mirko Pace
Penso che Rita Borsellino sia l'unico candidato legittimo del centro-sinistra alle regionali in Sicilia, in quanto premiato dalle primarie di due anni fa. Qualsiasi altro candidato (soprattutto qualsiasi altro candidato di establishment) evidenzierà la voglia del centro-sinistra siciliano, PD in primis, di non fare del male al centro-destra, e di mantenere cristallizzati i rapporti di forza già presenti sull'isola. Sulla destra trovate un bottone per firmare l'appello degli intellettuali e degli artisti in favore della candidatura di Rita Borsellino. Diamoci da fare ragazzi, io sono palermitano, e se non ci sono speranze per il governo nazionale, voglio proprio avere la possibilità di poter almeno immaginare che qualcosa cambi in questa martoriata e umiliata isola.La nota vicenda: un pubblico ministero, il sostituto procuratore di Catanzaro Luigi DeMagistris, indaga - tra gli altri - sul Presidente del Consiglio, Romano Prodi, e sul Ministro della Giustizia, Clemente Mastella in u n filone dell’inchiesta denominata "Why not".
Il Guardasigilli Mastella reagisce mandando degli ispettori ministeriali "contro" De Magistris e chiedendo al Consiglio Superiore della Magistratura di prendere provvedimenti nei confronti del magistrato.
Il CSM rimanda a dicembre la decisione.
Sabato 19 ottobre viene resa pubblica l’iscrizione al registro degli indagati di Mastella e il risultato è che tempestivamente, troppo tempestivamente, con una tempestività che grida vendetta, il capo della Procura Generale di Catanzaro, diretto superiore di De Magistris, avochi a sé l'inchiesta in questione.
De Magistris a questo punto rileva la "fine dello stato di diritto" in Italia dal momento che l'indipendenza della magistratura dalla politica viene schiacciata in questomodo.
Questa la vicenda, che, apparentemente non ha bisogno di commenti, essendo, purtroppo, chiarissima la situazione.
Ma la storia comincia adesso.
Ovvia la nostra solidarietà a De Magistris, che qui ribadiamo alla luce anche delle sue dichiarazioni odierne “la magistratura non può più indagare in alcune direzioni. Questo è evidente. Poi è anche la conferma di come una parte del potere giudiziario sta dentro il sistema. Una parte della magistratura è funzionale a certi sistemi oggetto di investigazioni”, solidarietà per un Magistrato che da parecchio tempo viene preso di mira da molteplici pezzi della politica bipartisan, maggioranza e opposizione insieme, e addirittura come si è visto dal Governo.
Ma vogliamo anche fare due urgenti considerazioni:
La prima: stiamo assistendo ad un "golpe bianco",a un attacco formidabile alla democrazia mai registrato prima in epoca repubblicana (neppure ai tempi di Berlusconi…) fondata sulla divisione dei poteri e qui calpestata orribilmente.
La seconda: garante di tutto ciò dovrebbe essere il presidente della Repubblica, Napolitano, nella sua veste di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, il quale, nello scorso luglio, si ricordò in modo assai discutibile di questo suo ruolo e intervenne, pur senza nominarla, contro la richiesta della gip Clementina Forleo nella vicenda delle scalate bancarie che riguardavano D'Alema, Fassino e altri quattro parlamentari.
Se adesso non prendesse posizione a difesa di De Magistris e sopratutto dell'indipendenza violata della magistratura, si potrebbe pensare che che il "golpe bianco" ai danni della democrazia italiana è stato purtroppo completato, tra il silenzio generale anche di coloro che sono chiamati , per ruolo istituzionale, a garantire la costituzione Italiana nei suoi principi fondativi . Ricordiamo che l’ Art. 104 cost.italiana recita: La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica.Appello e Firme saranno inviate al Presidente della repubblica
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