Mirko

confronto, informazione, politica, socialità, cultura

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Utente: mirko1004
Nome: Mirko Pace
Studio Filosofia e Scienze Etiche all'Università di Palermo. Dal corso di laurea è evidente il mio φιλοσοφια. Mi interessa tantissimo scoprire-capire-sapere come-perché-cosa pensano le persone e come-perché funzionano le "cose" nel mondo. Mi indignano tantissimo le disparità e i soprusi, questa propensione mi ha fatto avvicinare tantissimo alla politica, che strettamente collegata con le tematiche-problematiche della cittadinanza è uno dei miei pensieri fissi.
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venerdì, 04 gennaio 2008

A modest proposal

Ho quest'idea da un po' di tempo. Penso sia giunto il tempo di renderla dominio pubblico. È una proposta di ricerca per l'università, interessante per i suoi effetti. Spesso no so da dove cominciare per esporla, se dagli effetti, dalle motivazioni (strettamente collegati) o dalla proposta in sé. Vediamo.

Si tratta di tradurre le opere patrimonio dell'umanità. Si dirà: che bravo, che ideona, ma va! Invece è un'idea che ha un senso. Le opere verrebbero pubblicate dall'università senza copyright, mettendole a disposizione di tutti. Per farvi capire da dove nasce quest'idea vi racconterò un aneddoto.

Palermo, primi giorni per me di università (ottobre 2005). La professoressa Ersilia Caramuta (Propedeutica filosofica) espone il programma, e tra i testi ci sono i libri Α e Γ della Metafisica di Aristotele. Molti compagni scelgono di fotocopiare le parti interessanti, valutando sconveniente acquistare l'intero testo per studiarne una piccola parte. Rimasi sconcertato; pensai: ma se non compra la Metafisica, uno studente di filosofia che deve acquistare?
Se andate in libreria e cercate la Metafisica trovare alcune importanti traduzioni: quella di Viano (UTET, € 12.90), quella di Reale (Bompiani, € 17), quella di Russo (Laterza, € 24), più l'edizione preziosa sempre a cura di Reale (Bompiani, € 36).

Come vedete, anche per un'edizione economica bisogna spendere almeno € 12.90. Si dirà: ma si tratta di traduzioni importanti, che hanno un certo valore. Ok, non contesto il valore del lavoro di Viano e Reale. Contesto il fatto che chi volesse leggere l'opera di Aristotele deve spendere almeno 13 €, e questo non va bene; perché allontana chi non vuole spendere, o chi non può spendere questa cifra, dalla fruizione dell'opera di Aristotele. Si possono fare infiniti esempi. Non tutti i libri sono pubblicati dalla NewtonCompton, che tra l'altro non sempre fornisce traduzioni all'altezza.
Che fare allora? Fotocopiare le parti "per dare l'esame" e buonanotte? No, io penso che non si può accettare tutto ciò, partendo da una semplice osservazione: le opere di questi autori sono senza copyright. (ti immagini qualcuno che viene a chiedere denaro in quanto erede di Aristotele? ;-P). Il progetto sarebbe questo:


i dipartimenti di lingue, di filosofia, di studi antichi della facoltà di Lettere e Filosofia, potrebbero organizzarsi per questo immenso progetto: la traduzione delle opere classiche della letteratura e della filosofia (almeno questo, si potrebbe lavorare anche sui saggi scientifici e matematici), e la conseguente pubblicazione con testo a fronte e piccolo appartato di note.

Che intendo per pubblicazione? Il deposito dei testi in .pdf nei centri stampa e on-line, scaricabili da una sezione del sito della facoltà. Così l'unico costo di questi testi sarebbe la carta per stamparli. Si dirà, e le università dovrebbero fare un grande lavoro di ricerca (perché qui si suppone, ovviamente, un lavoro serio e traduzioni eccellenti) per pubblicare una traduzioncina col testo originale e un po' di note? Certo che no, il lavoro di ricerca non verrà certo buttato, quindi per ogni opera tradotta si potrebbe pubblicare un volume con ampi apparati di note, introduzioni, indicazioni metodologiche, pre- e post-fazioni, saggi, etc.

In pratica per ogni opera avremmo (sul modello delle due opere Bompiani):
a) la versione per tutti, praticamente gratis, con l'eccellente traduzione e il testo a fronte e le note indispensabili;
b) la versione per studiosi, con la stessa traduzione, ma con un ampio apparato di note e saggi.

L'università così avrebbe fatto un grande lavoro di ricerca che pubblicherebbe nel volume "b", e col volume "a" avrebbe fatto un grande servizio alla comunità.

Il progetto era stato pensato in origine per la mia facoltà, ma con opportuni accordi di ricerca tra le università italiane, e perché no anche internazionalmente con traduzioni nelle varie lingue, si potrebbe snellire e velocizzare il lavoro.
Lasciamo perdere comunque ogni allargamento, e iniziamo a concepire tutto ciò per una sola facoltà, avremmo questa situazione:
un progetto che impegnerà ricercatori e studenti per almeno due generazioni (vi rendete conto dell'enormità del patrimonio culturale mondiale?), quindi lavoro per ricercatori (che da precari potrebbero così essere assunti per questo progetto a lunghissimo termine) e neo-laureati in lingue, filologia e filosofia.

Un progetto che sarebbe conseguenza di una politica veramente di sinistra, che in Italia, anche nelle università e nei consigli di facoltà è praticamente inesistente. Forse perché troppo di sinistra (il progetto), l'unico rappresentante degli studenti a cui ho fatto questa proposta, la mia amica Marta di CL,  snobbando il progetto, mi ha risposto: "e l'università che ci guadagna?". È davvero deprimente che uno studente di filosofia (la disciplina disinteressata per eccellenza) concepisca la cultura come fonte di guadagno per chi la diffonde. La cultura è un diritto di tutti, poi sta ad ognuno decidere se fruirne o meno, ma tutti devono avere la possibilità di poterne davvero fruire. E così tutti potranno davvero avere a disposizione la cultura, basterà una connessione a internet o pochissimi euro al centro stampa.

Le parole chiave di questo progetto potrebbero essere: copyleft, sinistra, cultura per tutti, diritti, lavoro, università, studenti e ricerca.

È importante adesso per me vedere che ne pensate, non è importate che siate di Palermo o studenti universitari, ma è bene che nel commento lo specifichiate. Le reazioni (il cosiddetto "feedback") sono molto importanti, perché ho intenzione di proporre il progetto ai consiglieri di facoltà, quindi è importante sapere che ne pensa il maggior numero di persone. La mia non è una provocazione così tanto per farla, non è un sasso gettato ritirando il braccio per vedere l'effetto che fa, si tratta di un progetto serio, vorrei raccogliere delle adesioni, firme virtuali, e vere nella mia facoltà. Intanto aprirò un topic nel forum della mia facoltà, con il collegamento a questo post, e vediamo che ne viene.