TERZO ARTICOLO DEFINITIVO PER LA PACE PERPETUA: "IL DIRITTO COSMOPOLITICO DEV'ESSERE LIMITATO ALLE CONDIZIONI DI UNA UNIVERSALE OSPITALITÀ"
Qui, come negli articoli precedenti, non si tratta di filantropia, ma di diritto, e quindi ospitalità significa il diritto di uno straniero che arriva sul territorio di un altro Stato di non essere da questo trattato ostilmente. Può essere allontanato, se ciò può farsi senza suo danno, ma, fino a che dal canto suo si comporta pacificamente, non si deve agire ostilmente contro di lui. Non si tratta di un diritto di ospitalità, cui si può fare appello […], ma di un diritto di visita, spettante a tutti gli uomini, cioè di entrare a far parte della società in virtù del diritto comune del possesso della superficie della terra, sulla quale, essendo sferica, gli uomini non possono disperdersi isolandosi all'infinito, ma devono da ultimo rassegnarsi a incontrarsi e a coesistere. Nessuno in origine ha maggiore diritto di un altro ad una porzione determinata della terra.
Se si paragona con questo la condotta inospitale degli Stati civili, soptrattuto degli Stati commerciali del nostro continente, si rimane inorriditi a vedere l'ingiustizia che essi commettono nel visitare terre e popoli stranieri (il che per essi significa conquistarli).
Immanuel Kant, Per la pace perpetua (Zum ewigen Frieden), 1795