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confronto, informazione, politica, socialità, cultura

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Utente: mirko1004
Nome: Mirko Pace
Studio Filosofia e Scienze Etiche all'Università di Palermo. Dal corso di laurea è evidente il mio φιλοσοφια. Mi interessa tantissimo scoprire-capire-sapere come-perché-cosa pensano le persone e come-perché funzionano le "cose" nel mondo. Mi indignano tantissimo le disparità e i soprusi, questa propensione mi ha fatto avvicinare tantissimo alla politica, che strettamente collegata con le tematiche-problematiche della cittadinanza è uno dei miei pensieri fissi.
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giovedì, 14 febbraio 2008

The Supermen

TheManWhoSoldtheWorld
When all the world was very young
And mountain magic heavy hung
The supermen would walk in file
Guardians of a loveless isle
And gloomy browed with superfear their tragic endless lives
Could heave nor sigh
In solemn, perverse serenity, wondrous beings chained to life

Strange games they would play then
No death for the perfect men
Life rolls into one for them
So softly a supergod cries

Where all were minds in uni-thought
Powers weird by mystics thought
No pain, no joy, no power too great
Colossal strength to grasp a fate
Where sad-eyed merment tossed in slumbers
Nightmare dreams no mortal mind could hold
A man would tear his brother's flesh, a chance to die
To turn to mold.

Far out in the red-sky
Far out from the sad eyes
Strange, mad celebration
So softly a supergod cries

Far out in the red-sky
Far out from the sad eyes
Strange, mad celebration
So softly a supergod dies

David Bowie, The Supermen, 1970
postato da: mirko1004 alle ore 10:50 | link | commenti
categorie: musica, diario, foto, blog, emozioni, bowie david, the supermen
venerdì, 19 ottobre 2007

Errata corrige

Ritornando su "La separazione dei poteri":
Adesso, appena un pm già scomodo per le sue indagini in una procura che solitamente "non dà problemi", si permette di indagare i suoi amici (e se i tuoi amici stretti sono responsabili di gravi reati, la tua responsabilità almeno politica non si può più nascondere) ecco la reazione, trasferimento urgente in via cautelare.
Ecco, non indagava solo i suoi amici: è di oggi la notizia che Clemente Mastella sarebbe iscritto nel registro degli indagati della procura di Catanzaro dal 14 ottobre.
Dice perché tutta questa "urgenza", adesso lo sappiamo il perché.


4817PS: non c'entra niente, sto leggendo Lepidezze Postribolari di Daniele Luttazzi, è davvero uno spasso, ve lo consiglio, l'"Introduzione. Sfanculare il Minotauro" e i "Video" sono strepitosi. E non dimenticate il suo ritorno in tv: dal 3 novembre (ore 23.30, va beh... sempre meglio di niente) Decameron su La7.
sabato, 13 ottobre 2007

Generazione Q

La Repubblica ha pubblicato l'11 ottobre un interessante articolo di Thomas L. Friedman. L'autore riflette sulla situazione giovanile, dopo un tour tra college americani. Egli si dice perplesso e impressionato:

"Sono impressionato perché sono molto più ottimisti e idealisti di quello che dovrebbero essere. Sono perplesso perché sono molto meno radicali e impegnati politicamente di quel che sarebbe necessario."

È questo il punto centrale del suo articolo, che esprime già dalle prime righe e sviluppa in tutto il suo scritto. Dopo l'11 settembre il suo più grande timore era che i giovani non potessero viaggiare liberamente per il mondo come i giovani della sua generazione: questo timore non si è realizzato, i giovani viaggiano e si impegnano in progetti di aiuti sociali a chi è più in difficoltà; ma tutto accade in un clima di apatia verso ciò che sta accadendo: "quando penso all'enorme disavanzo del budget, al deficit della Social Security e ancor più al deficit ecologico che la nostra generazione sta rifilando loro, se non stanno ancora schiumando di rabbia significa soltanto che non vi prestano attenzione." Per questo motivo ha nominato la nostra generazione Generazione Q, dove Q sta per quieta: "ma la Generazione Q forse è troppo quieta, troppo online, per fare il proprio bene e quello del Paese." "L'America ha un grande bisogno della scossa dell'idealismo, dell'attivismo e dell'indignazione (deve pur esserci anch'essa) della Generazione Q. Ecco a che cosa servono i ventenni: ad accendere il fuoco sotto i piedi del Paese. Ma non potranno farlo via posto elettronica e una petizione online o un click di mouse per promuovere la neutralizzazione delle emissioni di gas serre non inciderebbero affatto. Devono organizzarsi in modo tale da costringere i politici a prestare loro attenzione". Ecco che l'obiettivo della critica di Friedman diventa chiaro: i giovani credono di poter far qualcosa attraverso l'uso del loro strumento privilegiato di comunicazione, internet, ma non si rendono conto che il potere non viene minimamente scalfito via internet, se a questo non segue un impegno "fisico": "L'attivismo può soltanto essere oggetto di un "upload" alla vecchia maniera da parte di giovani elettori che nei loro campus o a Washington Mall scendono in strada in massa per gridare al potere la loro verità. Faccia a faccia. La politica virtuale è, per l'appunto, soltanto questo: virtuale."

Prima di ragionare sulle conclusioni di Friedman vorrei soffermarmi sul problema iniziale: i giovani sono molto più ottimisti e idealisti di quello che dovrebbero essere, ma sono molto meno radicali e impegnati politicamente di quel che sarebbe necessario; e vorrei farlo  proponendovi questo scritto:

 

L'uomo circuito dai mass media è in fondo, fra tutti i suoi simili, il più rispettato: non gli si chiede mai di diventare che ciò che egli è già. In altre parole gli vengono provocati desideri studiati sulla falsariga delle sue tendenze. Tuttavia, poiché uno dei compensi narcotici a cui ha diritto è l'evasione nel sogno, gli vengono presentati di solito degli ideali tra lui e i quali si possa stabilire una tensione. Per togliergli ogni responsabilità si provvede però a far sì che la tensione si risolva in una proiezione e non in una serie di operazioni effettive volte a modificare lo stato delle cose. Insomma, egli si chiede di diventare un uomo con il frigorifero e un televisore da 21 pollici; in compenso gli si propone come ideale Kirk Douglas o Superman. L'ideale del consumatore di mass media è un superuomo che egli non pretenderà mai di diventare, ma che si diletta a impersonare fantasticamente, come si indossa per alcuni minuti davanti a uno specchio un abito altrui, senza neppur pensare di possederlo un giorno.

 

Questo scritto di Umberto Eco, Fenomenologia di Mike Bongiorno, risuona tanto attuale quanto è invece datato: 1961. Le cose oggi sono cambiate, ma nella sostanza lo schema interpretativo di Eco è, secondo me, sempre valido: anziché chiederti di avere il frigorifero, ti si chiede di comprare ogni due mesi l'ultimo modello della tecnologia telefonica o informatica e ti viene dato come sfogo la vita favolosa e "quasi possibile" di Veronica Mars o le fantasmagoriche avventure di Heroes: i modelli proposti non sono certo emulabili e tu lo sai, ma ti diletti a pensarti lì o colì, sfoghi così le tue ambizioni represse, e ritorni ad essere quello che vogliono che tu sia: un consumatore incallito, spasmodicamente in attesa dell'uscita del nuovo modello Nokia.

Si dirà, che c'entra Eco con Friedman? Beh la mia interpretazione è questa: l'ottimismo e l'idealismo continuano a sopravvivere, nonostante non si trovino buone e oggettive ragioni guardandosi intorno, nella dimensione virtuale, nel sogno ad occhi aperti: qui la realtà continua ad essere pessima, ma (evitando ogni possibile analisi rigorosa) prima o poi si aggiusterà, cambierà, migliorerà, io intanto metto una firma digitale qui, diffondo questa petizione, esprimo la mia indignazione sul mio blog e mi metto la coscienza a posto, nella realtà vera mi ammazzo di lavoro e studio per dare un senso ai debiti che hanno fatto i miei genitori per mandarmi al college: per sopravvivere e tirare avanti mi stordisco con la TV, i videogames o peggio ancora droghe.

Come  uscirne? Con l'impegno. Impegno pratico, scendendo "in strada in massa per gridare al potere la nostra verità". Con questi propositi internet da madre del divertissement diventa uno strumento prezioso per mettere la gente in contatto e l'esperienza del V-day potrebbe essere qualcosa in quest'ottica. Ma l'impegno deve essere giornaliero e la pressione non deve essere allentata.

Io, intanto, sto pensando di andare a Roma, per la manifestazione del 20 ottobre, organizzata dalle sinistre per chiedere al Governo di attuare il programma, in quei punti a lungo colpevolmente trascurati:

-lavoro: dignità e sicurezza, cancellazione dello "scalone" Maroni e dei disastri della legge cosiddetta Biagi;

-sociale: riequilibrio della ricchezza, diritto al reddito e all'abitare;

-laicità: no discriminazioni di genere, legge sulle unioni civili;

-cittadinanza: chiusura dei Cpt, superamento della legge Bossi-Fini, diritti ai migranti;

-pace: taglio spese militari, no Dal Molin, ritiro dall'Afghanistan, no scudo stellare;

-ambiente: acqua pubblica, tutela e rispetto dell'ambiente;

-legalità: vera e seria lotta alla mafia.

per info: http://www.20ottobre.org/, http://www.20ottobre-palermo.org/

lunedì, 24 settembre 2007

aNobii

Ho scoperto, tramite il blog formamentis, il sito aNobii su cui è possibile ricostruire la propria biblioteca. Proprio quello che ho tentato di fare nel mio precedente blog: sto perdendo una mattina al computer, cercando di metterceli tutti (sono un bel po').
Questa è la mia biblioteca personale.
postato da: mirko1004 alle ore 11:52 | link | commenti (1)
categorie: pensieri, libri, divertissement, blog
venerdì, 14 settembre 2007

Sul V-Day (Luttazzi)

Penso di aver trascurato e sottovalutato un po' l'importanza del V-Day, sia prima (poco entusiasmo, sensazione di un gregge pilotato da un capo), sia durante (firma della proposta (5') e via), sia dopo (poca riflessione sulla portata politica dell'evento): chiedo venia.
Per rifarmi pubblicherò (commentandoli) una serie di articoli apparsi sul sito di MicroMega, e comincerò con un articolo del mio autore satirico preferito: Daniele Luttazzi.

12/09/07
IL COSA E IL COME
di Daniele Luttazzi

luttazzi2Su Beppe Grillo ho tutta una serie di riserve che riguardano il cosa e il come. Spunti per una riflessione, niente di più: Grillo è ormai un tesoro nazionale come  ( fatevi da soli il paragone: è la "democrazia dal basso" ) e a caval donato non si guarda in bocca. Certo non mi auguro che finisca come Benigni, a declamare Dante in braccio a Mastella. ( Il Benigni di vent'anni fa si sarebbe fatto prendere in braccio da Mastella solo per pisciargli addosso. E una volta l'ha fatto! Bei tempi. )

AVVERTENZA AI FIGLI DI BUONA DONNA
I figli di buona donna che allignano nei bassifondi della repubblica mediatica saranno tentati di strumentalizzare questo post ( " LUTTAZZI CONTRO GRILLO " ) per dare addosso in modo becero a Beppe, come hanno già fatto inventandosi l'insulto a Marco Biagi durante il V-day. L'alternativa è che me ne stia zitto per evitare l'ennesimo circo: ma dovete ammettere che il tema è troppo interessante, e tacere sarebbe, in fondo, come subire il ricatto dei figli di buona donna. Ho aspettato tre giorni, così almeno ho evitato il rendez-vous immediato. ( L'informazione all'italiana prevede infatti: giorno uno, la notizia; giorno due, la polemica; giorno tre, i commenti sulla polemica; giorno quattro: parlare d'altro. E invece eccomi qua. ) Se questa precauzione non dovesse bastare, vorrà dire che chi ne approfitterà finirà dritto dritto in uno speciale elenco dei bastardi che mi stanno sulle palle. 
( Sul quaderno apposito ho già scritto " volume uno ". )

IL COSA
In soldoni, la proposta di legge per cui Grillo ha raccolto 300mila firme mi sembra che faccia acqua da tutte le parti.

Primo, perchè un parlamentare con più di due legislature è una persona la cui esperienza può fare del bene al Paese. Pensiamo a gente del calibro di Berlinguer o di Pertini ( talenti che non ci sono più, ma questo è un problema che non risolvi con una legge, ci vorrebbe il voodoo ). Grillo li manderebbe a casa dopo due legislature, in automatico. Perchè "i politici sono nostri dipendenti." Le accuse di populismo che gli vengono rivolte sono qui fondatissime, specie quando lui le rigetta usando non argomenti che entrino nel merito, ma lo sfottò, che è sempre reazionario. ( "Gli intellettuali con il cuore a sinistra e il portafoglio a destra hanno evocato il qualunquismo, il populismo, la demagogia, uno con la barba ha anche citato, lui può farlo, Aristofane, per spiegare il V-day."   Non è "uno con la barba": è il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, filosofo, che ha espresso civilmente il suo parere contrario, argomentando. )

Due, perchè chi è condannato in primo e secondo grado non lo è ancora in modo definitivo. In Italia i gradi di giudizio sono tre. Il problema da risolvere è la lentezza della giustizia. I magistrati devono avere più mezzi, tutto qui. ( "Tutto qui" è ovviamente l'understatement del secolo. )

C, perchè poter esprimere la preferenza per il candidato ha dei pro e dei contro che si bilanciano ( come il modo attuale ). E' un metodo che in passato, ad esempio, non ha impedito ai partiti di far eleggere chi volevano ( collegi preferenziali eccetera ) . Nè ha impedito alla gente di scegliere, col voto di preferenza, degli autentici filibustieri.

L'illusione alimentata da Grillo è che una legge possa risolvere la pochezza umana. Questa è demagogia. 

Ma non è solo il cosa. E' soprattutto IL COME. Un esempio: dato che Di Pietro ha aderito alla sua iniziativa, Grillo ha detto:-Di Pietro è uno per bene.- Brrrr. Quindi chi non la pensa come Grillo non lo è? Populismo.

L'anno scorso, a Padova, gli "amici di Grillo" avevano riempito il palazzetto dove avrei fatto il mio monologo con volantini WANTED che mostravano la foto dei politici condannati. Li ho fatti togliere spiegandone la demagogia: gli amici di Grillo puri e buoni contro i nemici cattivi. Quando arriva Django?

Lenny Bruce sosteneva, a ragione, che chi fa satira non è migliore dei suoi bersagli. Se parli alla pancia, certo che riempi le piazze, ma non è "democrazia dal basso": al massimo è flash-mobbing.

AMBIGUITA'
Grillo si guarda bene dallo sciogliere la sua ambiguità di fondo: che non è quella di fare politica ( satira e teatro sono politici da sempre, anche se oggi c'è bisogno di scomodare Luciano Canfora per ricordarcelo ) ( -Canforaaaaa !-), ma quella di ergersi a leader di un movimento politico volendo continuare a fare satira. E' un passo che Dario Fo non ha mai fatto. La satira è contro il potere. Contro ogni potere, anche quello della satira. La logica del potere è il numero. Uno smette di fare satira quando si fa forte del numero di chi lo segue. ( La demagogia è naif. Lo sa bene Bossi, che ieri gli ha pure dato dell'esagerato: perchè una cosa sono i fucili, una cosa ben diversa è il vaffanculo. )

Scegli, Beppe! Magari nascesse ufficialmente il tuo partito! I tuoi spettacoli diventerebbero a tutti gli effetti dei comizi politici e nessuno dei tuoi fan dovrebbe più pagare il biglietto d'ingresso. Oooops!

- I partiti sono il cancro della democrazia.- dice Grillo, servendosi di una cavolata demagogica che era già classica all'epoca di Guglielmo Giannini. Come quell'altra, secondo cui " in Italia nulla è cambiato dall'8 settembre del 1943 ". Ma va' là!

Adesso Grillo esalta la democrazia di internet con la stessa foga con cui dieci anni fa sul palco spaccava un computer con una mazza per opporsi alla nuova schiavitù moderna inventata da Gates. La gente applaudiva estasiata allora, così come applaude estasiata ora. Si applaude l'enfasi.

Il marketing di Grillo ha successo perchè individua un bisogno profondo: quello dell'agire collettivo. Senza la dimensione collettiva, negata oggi dallo Stato e dal mercato, l'individuo resta indifeso, perde i suoi diritti, non può più essere rappresentato, viene manipolato. E' questo il grido disperato che nessuno ascolta. La soluzione ai problemi sociali, economici e culturali del nostro Paese può essere solo collettiva. A quel punto diventerebbe semplice, anche per Grillo, dire:- Non sono il vostro leader. Pensate col vostro cervello. Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo.-

Condivido in generale le critiche che Luttazzi muove al Grillo come personaggio politico soprattutto con la frase: "L'illusione alimentata da Grillo è che una legge possa risolvere la pochezza umana. Questa è demagogia." Si può obiettare: "ma va, è una cosa detta per incitare, nulla di più!" E invece no. Perché la gente è stata convinta (è questo è stato il grande successo del V-Day) che con questa proposta di legge, si potesse realmente "mandare a casa" la Casta politica attuale. Vi faccio un esempio: sabato scorso ho visto con mio cugino, ragazzo di 23 anni, di sinistra ma che non si interessa più di tanto alla vita politica. Mi ha invitato ad andare con lui a firmare per il V-Day, "per mandarli a casa!". Grillo è riuscito a convincere la gente che si può fare, e questa non è una cosa malvagia, anzi, il problema non è secondo me il cosa (infatti non condivido gli argomenti di Luttazzi contro la proposta di legge: I. una persona di esperienza, come Berlinguer e Pertini, non per forza deve fare il parlamentare, può fare il consigliere di parlamentari, il dirigente di partito o può avere altri ruoli di governo o istituzionali che non implicano certo l'essere parlamentare; 2. sui tre gradi della giustizia siamo d'accordo, infatti si parla di condanna definitiva, nella proposta di legge; C. esprimere la preferenza avrà i suoi contro, ma è sicuramente più democratico che non esprimerla, e permette alla cittadinanza di influire di più sulle scelte politiche, rispetto a un parlamento eletto per il 90% dalle segreterie di partito); ma piuttosto il come, ed è qui che sono completamente d'accordo con gli argomenti dell'autore romagnolo, sulla demagogia del Grillo e sulle cavolate (tipo "dal '43 non è cambiato niente"), cose che comunque avevo già esplicitato nel precedente post sull'argomento.
Vorrei finire con la conclusione di Luttazzi: la soluzione dei problemi sociali, economici e culturali del nostro Paese può essere solo collettiva. E col consiglio a Grillo:

Non sono il vostro leader,
pensate col vostro cervello.
Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo.
venerdì, 31 agosto 2007

Blog Day 2007

È da molto che non scrivo nulla (causa nobile: viaggio a London), quindi approfitto dello spunto di Splinder sul BlogDay 2007, e partecipo al giochino:

Happy BlogDay 2007
Oggi è il BlogDay2007, la giornata che da qualche tempo a questa parte celebra la blogosfera e i legami, virtuali e reali, che riesce a creare.

Per partecipare all'evento occorre segnalare ai propri lettori, con un post, 5 blog da andare a visitare.

In questo modo, ognuno avrà la possibilità di conoscere nuove pagine, nuovi autori e, perchè no, intessere nuovi rapporti blogghistici.

Attenzione! E' importante taggare il post con la parola blogday2007, così che sia su Splinder che su Technorati e in tutti gli aggregatori della rete, nei prossimi giorni, si possano trovare le diverse segnalazioni fatte, non sono in Italia ma in tutto il mondo :-)

Ecco la mia TOP FIVE, in ordine sparso

http://formamentis.splinder.com/
http://giornalettismo.ilcannocchiale.it/
http://www.dottoressadania.it/
http://censurato.splinder.com/
http://unipasticcio.splinder.com/
postato da: mirko1004 alle ore 17:35 | link | commenti (2)
categorie: citazioni, divertissement, blog, blogday2007